Sisma, sei anni fa la grande scossa In città sono arrivati 293 milioni

Risorse stanziate con ordinanze speciali di Legnini per scuole, edifici simbolo e case popolari inagibili Il sindaco D’Alberto: «Abbiamo completato una pianificazione mai vista prima, segnerà la rinascita»
TERAMO . I sei anni del dopo sisma lasciano ferite, ancora aperte sul territorio, da rimarginare con 293 milioni di euro. È il conto della ricostruzione pubblica in città che passerà attraverso gli interventi finanziati, con tre ordinanze speciali firmate dal commissario Giovanni Legnini, su scuole, case popolari ed edifici simbolo della città. Nell’anniversario della grande scossa che il 30 ottobre del 2016 – una domenica come oggi – buttò giù dal letto i teramani alle 7.40 è il sindaco Gianguido D’Alberto a tracciare il quadro della situazione. Il primo cittadino ripercorre questi sei anni dividendoli in due fasi. «I primi quattro non ci hanno consentito di affrontare l’emergenza in modo efficace perché siamo stati costretti a lavorare con norme ordinarie», premette, «nell’ultimo biennio, grazie alla spinta impressa dai sindaci e dalla struttura commissariale, il contesto è cambiato: sono stati anni di programmazione con capacità di attrarre risorse».
La semplificazione introdotta dai provvedimenti varati da Legnini, sulla scorta del cosiddetto “modello Genova” adottato dopo il crollo di ponte Morandi, si è tradotta in tre atti fondamentali per la città. «Con la prima ordinanza Teramo sono stati sbloccati 95 milioni per le scuole con interventi affidati direttamente al Comune», rileva il sindaco. In questo pacchetto ci sono i ripristini dell’edificio scolastico di Villa Ripa, primo cantiere post-terremoto aperto sul territorio comunale, della San Giuseppe, della Savini, della De Jacobis, della Molinari, della sede storica dell’istituto musicale Braga in piazza Verdi, nonché il recupero del palazzo municipale in piazza Orsini. Ad altre 13 scuole è stato dedicato un secondo provvedimento speciale che mette a disposizione del territorio 40 milioni. Per le strutture scolastiche che fanno capo alla Provincia, invece, sono stati stanziati 62 milioni che si aggiungono ai 30, per appalti affidati all’Ufficio speciale per la ricostruzioni, destinati all’adeguamento antisismico di edifici simbolo come la prefettura e l’ex Regina Margherita. Di recente sono stati assegnati 10,6 milioni per la riapertura del museo archeologico e 5,3 per i cimiteri, oltre a 5,8 milioni relativi a immobili dell’Agenzia del demanio. «Nel confronto costante con il commissario abbiamo stimolato tutte le altre istituzioni», evidenzia D’Alberto, «come nel caso dell’Ater per l’ordinanza speciale con cui accelerare il rientro delle famiglie negli alloggi». Agli interventi sulle case popolari in città sono andati 42 milioni e tre milioni li ha ottenuti la Asl per l’ex collegio del Ravasco. «Questo è stato il periodo più intenso per una pianificazione mai vista prima città», evidenzia il sindaco, «con cui abbiamo legato la ricostruzione alla rigenerazione». D’Alberto fa riferimento ai progetti del Pnrr sisma, tra cui il recupero del mercato coperto, ma anche al teatro romano in corso di riqualificazione e all’intervento per il riutilizzo del complesso dell’ex manicomio. «Il connubio tra ricostruzione e rigenerazione segnerà la rinascita della città», assicura il sindaco, «collegandosi anche alla ricostruzione privata che sta segnando ulteriori progressi anche in centro storico».
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