Sistema Gran Sasso, appello a Conte

Traforo e acqua: D’Alberto sollecita l’intervento diretto del premier durante la riunione a Norcia con i sindaci del cratere
TERAMO. L’emergenza per l’acqua del Gran Sasso finirà sul tavolo del premier Giuseppe Conte. A sollecitare il suo intervento diretto per la messa in sicurezza della falda dai rischi d’inquinamento dovuto alla vicinanza con i laboratori di fisica nucleare e il traforo autostradale è stato il sindaco Gianguido D’Alberto.
Su questo argomento il primo cittadino si è soffermato con il presidente del consiglio ieri, nel corso di un incontro a Norcia con gli amministratori delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia. D’Alberto ha colto l’occasione, dunque, per rilanciare anche la questione dell’impegno diretto del governo nella pianificazione di interventi che, al di là del pericolo scongiurato di chiusura delle gallerie dell’A24 che ha catalizzato l’attenzione collettiva nei giorni appena trascorsi, risolvano in via definitiva e certa il problema della tutela del sistema idrico. A Conte il primo cittadino ha chiesto un interessamento diretto proprio per imprimere una svolta agli interventi che metterebbero l’acqua in sicurezza una volta per tutte. Il premier, secondo quanto riferisce D’Alberto, si è mostrato molto interessato alla vicenda, chiedendo la documentazione relativa alla problematica per approfondimenti e successivi colloqui. Le carte saranno dunque inviate a Palazzo Chigi in attesa che il presidente le esamini e faccia ulteriori passi.
L’incontro sull’emergenza sisma, al quale erano presenti altri sindaci e i presidenti delle Regioni delle aree dei crateri, è arrivato proprio nella fase decisiva della conversione in parlamento del decreto ‘Sblocca cantieri’ che contiene misure anche per il terremoto del Centro Italia. Per questo a Conte sono stati ricordati i tanti emendamenti, presentati anche tramite l’associazione dei Comuni, per dare la spinta necessaria a una ricostruzione ancora ferma. «C’è stata una sottovalutazIone dell’emergenza che non possiamo più tollerare», ha ribadito D’Alberto, che insiste sulla necessità di modificare le procedure per renderle più celeri, considerando la vicenda delle aree colpiti dal sisma una priorità non solo a parole. «Ho chiesto questo e sono tornato ad appellarmi all’impegno di tutti i parlamentari, perché al di là degli schieramenti, facciano squadra per salvare i nostri territori», afferma, «ho sottolineato che se non si coglie questa opportunità i nostri territori saranno condannati a non essere più ricostruiti.
Per questo, durante l’assemblea con il premier, D’Alberto ha riaffermato l’importanza di accogliere le proposte di modifica dello ‘Sblocca cantieri’ presentate da chi vive nelle zone tutt’ora ferite dal sisma. «Il nostro governo deve adoperarsi per fare in modo che tutti gli emendamenti presentati vengano approvati», chiarisce il sindaco, «noi teniamo fede agli impegni presi nell’incontro di alcune settimane fa con il sottosegretario Vito Crimi, ma ora spetta al Governo e al Parlamento dare la risposta decisiva». Per D'Alberto il tempo dell'attesa è scaduto e i cittadini non possono più subire «abusi di dignità da parte delle istituzioni».
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