Sit-in all’Eurospin: «Turni massacranti e niente sicurezza»

14 Agosto 2022

Tortoreto, sciopero dei lavoratori dei punti vendita teramani I sindacati: «Dall’azienda nessuna risposta alle richieste»

TORTORETO. Flash mob “intelligente” dei dipendenti nel piazzale antistante l’Eurospin di Tortoreto. I dipendenti dei negozi del Chietino (fra cui Lanciano, Francavilla al Mare, Rocca San Giovanni) e del Teramano (da Silvi a Nereto fino a Tortoreto) hanno incrociato le braccia, ieri mattina, per dire basta allo svolgimento di mansioni non previste dal contratto e dal livello per cui sono stati assunti.
«Non possono essere le lavoratrici e i lavoratori a pagare “la spesa intelligente di Albert Einstein”», sostengono in una nota Fisascat Cisl Abruzzo Molise e Uiltucs Abruzzo, «dopo aver cercato inutilmente un dialogo costruttivo con l’azienda, è stato deciso di proclamare una giornata di sciopero sul territorio. Le condizioni di lavoro, nei punti vendita del gruppo, sono ormai intollerabili. Carichi di lavoro insostenibili, turni massacranti, obbligo per le lavoratrici e i lavoratori di farsi carico anche delle pulizie dei bagni e dei parcheggi, mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e salute dei dipendenti, stress lavoro correlato, utilizzo improprio delle clausole elastiche e flessibili, senza che vengano retribuite, nonché dei permessi retribuiti, irregolarità nei livelli di inquadramento, trasferimenti coatti in sedi lontane senza l’applicazione delle indennità previste dal contratto di categoria».
I rappresentanti sindacali della Fisascat Cisl AbruzzoMolise, Stefano Murazzo e per UILTuCS Abruzzo Bruno Di Federico e Alberto Stampone sottolineano come «le relazioni sindacali non siano mai state una priorità per l’azienda. Alle richieste di confronto presentate per discutere i problemi segnalati dalle strutture sindacali territoriali e nazionali non è stata data risposta. Tutto questo accade all’interno dei negozi di un gruppo leader di mercato che vanta un eccellente fatturato e redditività, che non solo non ha subito flessioni durante la pandemia ma è addirittura cresciuto». Le sigle sindacali dicono di non essersi mai sottratte al confronto, di averlo cercato più volte sempre in un’ottica concertativa e di confronto finalizzato sempre alla tutela delle persone rappresentate. «L’auspicio è che l’azienda riveda le proprie posizioni. Per l’ennesima volta con Filcams Cgil non siamo riusciti a fare uno sciopero insieme e sono rammaricato. Cercheremo, però, di trovare sempre l’unitarietà» dice Di Federico.
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