Sit-in antirazzista in nome di Floyd

21 Giugno 2020

La protesta per l’uccisione dell’afroamericano negli Usa. C’era anche il sindaco

TERAMO. «Nel ricordo di George Floyd vogliamo gridare che Teramo è antirazzista» Questo il coro dei circa duecento partecipanti, ieri pomeriggio a piazza Martiri, al sit-in di protesta contro il razzismo e ogni forma di violenza, esclusione e discriminazione, organizzato dall’associazione “Futuro collettivo” con la collaborazione dell’Udu, Amnesty Teramo, Cgil, Arci Teramo, Libera Abruzzo, Legambiente e Sportello Sociale. Una protesta che sta calcando le piazze di tutto il mondo dopo la morte, lo scorso 25 maggio, dell’afroamericano George Floyd ucciso dalla polizia a Minneapolis, che è approdata in città grazie ai giovani che si sono uniti a questa voce globale. E a Floyd è stato dedicato il sit-in che è iniziato con un minuto di raccoglimento alla sua memoria nel quale i ragazzi si sono inginocchiati, ripetendo il gesto fatto in tutte le piazze del mondo. «È necessario dare un segnale su una tematica così importante come il razzismo, che non riguarda solo l’America», ha detto Denis Di Gennaro dell’associazione promotrice. Alessandro Lancione ha aggiunto: «Abbiamo deciso di non rimanere in silenzio perché il razzismo, purtroppo, esiste ovunque e in vari ambiti. Ciò che è accaduto non deve ripetersi e chiediamo un cambiamento che rispetti tutti i diritti sanciti dalla nostra Costituzione». Al sit-in hanno preso parte anche i migranti dello Sprar di Teramo. «Mi trovo bene qui», ha raccontato il nigeriano Newton, «e solo una volta ho subito un episodio spiacevole, ma trovo vergognoso che nel 2020 ancora succedano questi episodi gravi» . Apprezzata dai manifestanti è stata la presenza del sindaco Gianguido D’Alberto e dell’assessore Andrea Core. «E’ importante», ha detto il primo cittadino, «che dal cuore di Teramo sia partito questo forte grido da parte dei nostri giovani che hanno un grande senso di umanità. Quello che è accaduto è la mortificazione della dignità umana e tutti dobbiamo agire a partire da noi istituzioni».
Adele Di Feliciantonio
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