Sit-in contro il Daspo, due assolti

Sotto accusa per fuochi e cori, uno è l’anarchico Di Bonaventura
GIULIANOVA. In due erano finiti a processo perché accusati di aver acceso torce e petardi, violando la mancata autorizzazione da parte della questura, durante una manifestazione organizzata contro i Daspo urbani svoltasi a Giulianova nel febbraio del 2020.
La giudice onoraria di tribunale Belinda Pignotti li ha assolti entrambi con la formula del fatto non sussiste. Si tratta di Gianluigi Di Bonaventura, 39enne esponente del movimento anarchico e del gruppo del Campetto occupato di Giulianova (difeso dall’avvocato Filippo Torretta) e di Davide Macera, 32 anni (difeso dall’avvocato Florindo Tribotti). In entrambi i casi si tratta di reati contravvenzionali. Secondo l’accusa della Procura Di Bonaventura, così si legge nel decreto di citazione, «in qualità di promotore della riunione contravveniva alle prescrizione impartite dalla questura di non usare fumoni, petardi e altri artifici simili pericolosi per l’incolumità pubblica e per i quali siano richiesta autorizzazioni amministrative nonché di non intonare cori offensivi che possano integrare estremi di reato». Per Macera l’accusa era quella di, si legge nel decreto, «di aver acceso in pubblica via fuochi d’artificio del tipo torcia da stadio».(d.p.)
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