Sit-in in piazza per chiedere più sicurezza

Iniziativa del sindacato Usb sul luogo dell’incidente, presenti anche connazionali dell’operaio
TERAMO. Si sono ritrovati in piazza Sant’Agostino, davanti al cantiere della tragedia, per chiedere maggiore attenzione e più rispetto per l’applicazione delle norme di sicurezza. Gli esponenti della Casa del popolo e quelli del sindacato Usb ieri pomeriggio hanno organizzato un sit-in per esprimere vicinanza ai familiari di Ibrahima Dramè, l’operaio senegalese che mercoledì pomeriggio è morto dopo essere precipitato da un’altezza di 10 metri mentre lavorava nel cantiere in ristrutturazione post-sisma della chiesa. Al sit-in hanno partecipato molti connazionali della vittima. «Chi è che verifica se erano presenti le condizioni per lavorare in sicurezza? Chi deve mettere pressione alle ditte per verificare se gli operai lavorano con tutti i crismi? Quando è passata la "Sicurezza" l'ultima volta nel cantiere?», hanno scritto in una nota gli esponenti dei Casa del popolo, «molti di noi sono operai e possiamo affermare che di controlli nei posti di lavoro ne vediamo pochi o nessuno. L'Italia è il paese del giorno dopo. Finché qualcosa non ci tocca allora non ci riguarda. Il bonus 110% ha portato tanti benefici ma ha anche evidenziato la mancanza di formazione tra i neoassunti che spesso si trovano a fare mansioni pericoloso non adatte alla loro formazione. Basta morire di lavoro».
Intanto sul fronte dell’inchiesta in queste ore è in corso la notifica dei tre avvisi di garanzia per omicidio colposo nei confronti di altrettante figure dell’impresa esecutrice dei lavori: atto dovuto in presenza di un esame irripetibile come l’autopsia che il medico legale Giuseppe Sciarra potrebbe svolgere tra domani e martedì, anche se l’incarico non è stato ancora affidato. Sempre dalla Procura, infatti, sono in corso notifiche ai familiari della vittima che vivono in Senegal (oltre al fratello che vive in Italia) e queste complesse procedure potrebbero allungare i tempi.(d.p.)

