Sit-in per il ponte ciclopedonale

17 Ottobre 2022

Forze politiche e associazioni: «Vogliamo subito l’opera sul Tronto»

MARTINSICURO. Ieri mattina si è tenuto un sit-in nella rotonda alla foce del fiume Tronto per contestare la decisione presa dalla Regione Abruzzo di togliere un milione e 100mila euro, la sua quota parte, per la realizzazione del ponte ciclopedonale sul Tronto. A nulla sono servite le rassicurazioni del sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni e del sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis sul fatto che l’opera si farà ed è solo rinviata a causa dei ritardi nella progettazione (di competenza della Regione Marche). Alla manifestazione hanno aderito i gruppi consigliari di minoranza del Comune di Martinsicuro (Europa Verde, Pd, Bene comune), le associazioni Mountain Wilderness Abruzzo, Anffas Martinsicuro, Fiab San Benedetto, Fridays For Future Teramo e Lipu Teramo e hanno partecipato molti cittadini, anche gruppi arrivati da San Benedetto del Tronto, oltre all’ex sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari.
«Il comportamento più fastidioso e che fa pensare», le parole del capogruppo consiliare del Pd Giuseppe Capriotti, «è che l’amministrazione Vagnoni non ci ha mai detto niente della cancellazione del finanziamento nonostante questo sia stato deciso a metà settembre. Solo grazie ai rappresentanti del Pd in Regione siamo venuti a conoscenza di questa assurda decisione. Poi, non si venga a chiedere da parte dell’amministrazione di collaborare». «Ci vogliamo fare portavoce», le parole di Paola Bruni della Fiab, «che il ponte sul Tronto non è un’interesse ma una opportunità per cittadini e turisti. La non realizzazione disincentiva l’uso della bicicletta». «Impossibile andare in bicicletta tra Martinsicuro e San Benedetto vista la pericolosità della statale 16». le parole di Serena Carinelli della Lipu. «È la prima volta che una giunta regionale toglie anziché aggiungere», le parole el consigliere regionale del Pd Dino Pepe «a uno stanziamento già assegnato, tenendo conto anche del fatto che quest’opera strategica unisce due comunità. Le situazioni della spiaggia di Alba Adriatica, della statale 259 e adesso del ponte dimostrano che per il governo Marsilio la Val Vibrata conta molto poco». Della questione si dovrebbe parlare nel consiglio comunale di domani vista l’interrogazione urgente presentata dai tre gruppi di minoranza. (s.d.s.)