«Siti archeologici abbandonati»

7 Luglio 2015

Berardini: Comune incapace di fermare il degrado e renderli fruibili

TERAMO. «Comune sordo nonostante le tirate d’orecchie della Soprintendenza sulle condizioni del patrimonio archeologico teramano». L’accusa arriva dal consigliere del Movimento 5 Stelle Fabio Berardini secondo il quale le presenze in città legate allo svolgimento della Coppa Interamnia ripropongono una riflessione sullo stato d’abbandono degli scavi archeologici, ma anche sull’impiego dei fondi pubblici. «L’amministrazione comunale», sostiene Berardini, «riesce ad ottenere dalla Regione milioni di euro per il restauro del castello della Monica e per l’abbattimento di palazzo Adamoli ma non riesce a trovare poche decine di migliaia di euro per restaurare e valorizzare i siti archeologici di piazza Sant’Anna, la Domus di Bacco (che il Comune rifiuta da tempo di prendersi in carico), gli scavi di Porta Madonna, la Domus di Porta Carrese, la necropoli monumentale di Ponte Messato, il tempio della Cona, abbandonato a se stesso. Eppure si sperperano i soldi degli sponsor per manifestazioni mal organizzate», prosegue Berardini, «come ad esempio il famoso Capodanno, senza racimolare poche decine di migliaia di euro sufficienti a manutenere e rendere fruibili i siti archeologici».

Il consigliere d’opposizione ricorda che già a novembre dello scorso anno la Soprintendenza è intervenuta due volte sollecitando ufficialmente il Comune a prendere provvedimenti contro quelle che definì «condizioni di estremo degrado di Santa Maria Aprutiensis e Madonna delle Grazie». Secondo la Soprintendenza la mancanza assoluta di manutenzione delle coperture ha creato vaste aree di totale degrado nelle strutture archeologiche. «Il danneggiamento del patrimonio archeologico», si legge nel contenuto della missiva di sollecito diffuso da Berardini, «non può proseguire pena la perdita di importanti ed unici reperti archeologici». Secondo il consigliere pentastellato il richiamo è stato ignorato tanto che a gennaio di quest’anno la Soprintendenza sarebbe intervenuta nuovamente per sollecitare un intervento senza alcun esito.

Berardini si scaglia ancora contro l’assenza di una segnaletica turistica in città e le erbacce che coprono i ruderi ma anche sulle condizioni del museo bisognoso di interventi di restauro e con allestimenti ritenuti obsoleti, vetrine buie, e pannelli informativi inadeguati a far comprendere ai visitatori l’importanza dei reperti esposti. Infine l’affondo: «La gestione delle risorse del Comune non è funzionale allo sviluppo culturale e turistico ma tesa ad accontentare i bisogni delle cooperative a fini elettorali, tanto da lasciare per anni la gestione del museo nelle mani di personale non qualificato».(m.d.t.)

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