Slitta a febbraio il processo al “cannibale” di Pineto
PINETO. Incapace di intendere e di volere al momento del fatto, ma processualmente capace e non pericoloso socialmente: così hanno sostenuto i consulenti del gup che lo ha rinviato a giudizio per...
PINETO. Incapace di intendere e di volere al momento del fatto, ma processualmente capace e non pericoloso socialmente: così hanno sostenuto i consulenti del gup che lo ha rinviato a giudizio per tentato omicidio. Si è aperto ieri mattina davanti al collegio (presidente Roberto Veneziano, a latere Sergio Umbriano e Belinda Pignotti ) il processo a carico di Luca Michelucci, il 24enne operaio di Pineto che nel novembre 2011 ferì gravemente a coltellate una donna che correva in pineta perché, così disse dopo l’arresto, voleva mangiarle i piedi. Il processo è stato aggrionato al 24 febbraio per la discussione, ma non è da escludere che il collegio possa disporre una sua perizia psichiatrica. Perchè in un caso come questo è evidente che siano le consulenze psichiatriche a definire l’iter giudiziario.
E molteplici sono state quelle a cui è stato sottoposto Michelucci. Per quella della procura è risultato incapace di intendere e di volere, socialmente pericoloso e processualmente incapace. Per il consulente del gup il giovane non è socialmente pericoloso. Di diverso avviso è stato il consulente nominato dalla parte civile (l'impiegata comunale di Pineto accoltellata mentre stava facendo footing rappresentata dall’avvocato Mario Del Principe): per quest’ultimo il giovane è ancora socialmente pericoloso. Michelucci è assistito dall’avvocato Antonino Orsatti.(d.p.)

