«Slow Food è molto attenta alla cucina teramana»

4 Ottobre 2017

TERAMO. Il coordinatore della guida Osterie d’Italia per Abruzzo e Molise, Massimo Di Cintio, in relazione alla polemica scatenata dal ristoratore teramano Marcello Schillaci sulla presunta scarsa...

TERAMO. Il coordinatore della guida Osterie d’Italia per Abruzzo e Molise, Massimo Di Cintio, in relazione alla polemica scatenata dal ristoratore teramano Marcello Schillaci sulla presunta scarsa attenzione nei confronti della città di Teramo da parte di Slow Food e in particolare della guida, precisa: «Innanzi tutto va chiarito che l’associazione Slow Food e Slow Food Editore sono due entità della stessa organizzazione che operano in maniera del tutto autonoma, questo al fine di evitare che le attività delle Condotte presenti sul territorio possano influenzare l’indipendenza di valutazione e giudizio necessaria alla selezione delle Osterie».
Di Cintio continua: «Teramo è sempre stata e sempre sarà nella nostra più alta considerazione. Il valore storico e gastronomico della cucina teramana in particolare è citato in tutte le nostre pubblicazioni, soprattutto per la sua diversità rispetto alla cucina delle altre province. Riguardo alla presenza di locali nella guida Osterie d’Italia la nostra ricerca è continua, anno dopo anno, con visite rigorosamente in anonimato dei nostri 12 collaboratori, sia nei locali storici e sia nelle nuove insegne che possano essere in linea con la filosofia della guida. Solo per fare riferimento alle ultime sei edizioni nella provincia di Teramo il numero di osterie citate si è mantenuto costante intorno alle 11-12 insegne con punte anche di 17 locali. Il fatto che manchi un locale nella città Teramo (dove c’è sempre stata almeno una presenza fino al 2015) è dovuto», conclude Massimo Di Cintio, «alla chiusura di alcuni locali e alla diversa impostazione di altri che erano precedentemente citati, ma crediamo e speriamo rappresenti un fatto temporaneo».