«So che siete sobri e laboriosi Custodite queste virtù»

24 Novembre 2017

TERAMO. La sua prima preghiera per la diocesi di Teramo-Atri l'ha pronunciata sul luogo della Resurrezione. Lorenzo Leuzzi era in pellegrinaggio a Gerusalemme quando ha ricevuto la notizia dell'incar...

TERAMO. La sua prima preghiera per la diocesi di Teramo-Atri l'ha pronunciata sul luogo della Resurrezione. Lorenzo Leuzzi era in pellegrinaggio a Gerusalemme quando ha ricevuto la notizia dell'incarico affidatogli da Papa Francesco. E' lui stesso a raccontarlo nel messaggio inviato ai fedeli teramani. «Nel sepolcro, baciando la pietra sulla quale fu deposto il corpo del Maestro», scrive il nuovo vescovo, «ho affidato per la prima volta la Chiesa di Teramo-Atri a Lui perché l'abbracciasse con amore arricchendola dei doni necessari per essere la Sua Sposa». Nel testo fa un riferimento preciso al popolo che lo attende. «Ho appreso da tanti amici che voi siete uomini e donne sobri e laboriosi», scrive, «queste notizie sono state per me motivo di grande consolazione. La sobrietà e la laboriosità sono virtù, purtroppo, non molto diffuse. Custoditele e trasmettetele alle nuove generazioni. Ad esse, infatti, siamo debitori di quell’onestà intellettuale e di quella cultura del dovere che mi sono state insegnate negli anni della giovinezza per essere sobri e laboriosi». Leuzzi traccia anche un compito per il futuro. «Di fronte a noi ci sono sfide che testimoniano che il tempo della transizione non è ancora finito. Anzi! Le sfide si fanno più acute e minacciose: dalla crescente povertà alla preoccupante crisi della democrazia anche nei paesi occidentali. A noi, uomini e donne sobri e laboriosi della Chiesa che è in Teramo-Atri, il Signore chiede di dare testimonianza che non ci sarà futuro per l’umanità senza l’onestà intellettuale e un rinnovato senso del dovere. È un impegno esigente di tutti i battezzati a cui guardano con simpatia e ammirazione – talvolta nascosta o mascherata da sofferta solitudine – tanti uomini e donne che non frequentano più le nostre comunità ecclesiali. Con voi desidero condividere questa responsabilità!». Da Gesù verrà il sostegno per affrontare e vincere la sfida. «Non siamo soli. Lui, il Maestro, è risorto! Lo incontreremo insieme nello spezzare il Pane e nel servizio silenzioso e disinteressato ai fratelli, specialmente verso coloro che attendono non solo assistenza ma, soprattutto, una nuova progettualità sociale che li renda protagonisti nella vita delle nostre comunità ecclesiali e civili. È un cammino non facile, ma sono certo che insieme tracceremo una nuova tappa della storia della Chiesa che è in Teramo-Atri sapendo di poter contare sull’insegnamento e sull’esempio di Papa Francesco a cui rinnovo, insieme a tutti voi, filiale e obbediente ossequio». (g.d.m.)