Soccorsi dopo una notte in parete

Gran Sasso, i tre alpinisti erano rimasti bloccati per un problema alle corde: stanno tutti bene
PIETRACAMELA. Sono stati recuperati nella mattinata di ieri tre alpinisti che lunedì sera sono rimasti bloccati sul Gran Sasso e hanno trascorso la notte all’addiaccio. A trarli in salvo il Soccorso alpino e speleologico abruzzese, con una squadra di Teramo e l’elicottero decollato dall’aeroporto di Preturo (L’Aquila). I tre alpinisti erano rimasti bloccati al terzo pilastro di Intermesoli, sul versante est del Gran Sasso, a causa di un blocco che ha interessato le corde di arrampicata. I tre, quando hanno capito che le corde erano bloccate e non sarebbero riusciti a scendere, nella serata di lunedì hanno allertato i soccorsi. Ma ormai era troppo tardi per effettuare un recupero con l’elicottero e dal momento che i tre, raggiunti telefonicamente, hanno precisato di stare bene e al sicuro, si è organizzato il recupero per le prime ore della mattinata.
LA FORMAZIONE. I tecnici di Soccorso Speleologico della XV Delegazione Abruzzo del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico, hanno effettuato la formazione Speleo Trauma Care (Stc). Si tratta della formazione sanitaria specifica per il soccorso in grotta, curata dalla Scuola nazionale medici emergenza ad alto rischio in ambiente ipogeo (Snamed). A tale evento ha presieduto il direttore nazionale della scuola, il medico piemontese Giuseppe Giovine. Il corso effettuato in due giornate, una teorica e una pratica, ha visto impegnati una ventina di giovani tecnici che, a seguito di un esame finale, otterranno la qualifica di operatore Speleo Trauma Care. A differenza dei giovani, alcuni tecnici più esperti hanno conseguito il rinnovo della qualifica.

