Socio Team, il giallo del gradimento
Teramo 3.0: «Il sindaco non può esprimerlo». D’Alberto: «Vedremo»
TERAMO. Dopo le polemiche degli ultimi giorni sul nuovo socio privato della Team, con la minoranza e anche alcuni esponenti di maggioranza che hanno invitato il Comune ad esercitare la clausola del gradimento dando parere negativo, sulla questione è intervenuto ieri il leader di Teramo 3.0 Christian Francia, che in una nota ha stigmatizzato le diverse prese di posizione. Ma non solo. Perché secondo Francia, in base a quanto previsto dalla statuto della partecipata, il Comune in questo caso non potrebbe esercitare la clausola del gradimento.
«Nello statuto c’è scritto testualmente che “qualsiasi cessione di azioni” riservate ai soci privati “è subordinata al previo gradimento da parte del Comune di Teramo», dichiara Francia, «Ne deriva che nessun gradimento possa né debba essere espresso nei confronti di Gavioli, per una motivazione squisitamente giuridica: la clausola di gradimento è preventiva rispetto ad una cessione di azioni fra privati, non già successiva agli esiti di un’asta pubblica gestita da un Tribunale, il quale è ovviamente garante per legge sia dell’interesse pubblico e sia degli interessi dei creditori della società che viene offerta all’asta».
Una lettura che però sarebbe diversa da quella del sindaco Gianguido D’Alberto. «Siamo in una fase di aggiudicazione provvisoria e non definitiva», commenta il sindaco, «e la stessa procedura competitiva fa riferimento alla clausola di salvaguardia. In ogni caso le valutazioni saranno fatte dall’ufficio legale e il vero nodo su cui discutere non credo sia questo ma la questione dell’affidamento dei servizi». Ad aggiudicarsi le quote private della Team, nell’ambito della procedura indetta dal curatore fallimentare del tribunale di Venezia, è stata la Comir. Una società controllata dalla holding Gavioli srl che fa capo a Stefano Gavioli, già proprietario dell’Enertech e quindi del vecchio socio privato della Team.

