Soldi ai terroristi, perizia sui dispositivi

27 Marzo 2019

Oggi sarà affidato l’incarico a un consulente per gli accertamenti su telefoni e pc dei venti indagati

TERAMO. Sarà affidata questa mattina la perizia disposta dal pm David Mancini sui dispositivi elettronici sequestrati agli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Dda dell’Aquila su alcune società attive nel settore del commercio di tappeti e dell’edilizia che avrebbero sostenuto il movimento radicale islamico “Al-Nursa”. L’incarico dovrebbe essere affidato al consulente Fabio Biasini, lo stesso professionista che ha svolto gli accertamenti sui dispositivi hardware sequestrati nell’ambito di un’altra inchiesta che alcuni mesi fa aveva portato all’arresto di Issam Shalabi, il presunto “lupo solitario” dell’Isis che per diverso tempo aveva vissuto a Colonnella. Inchiesta coordinata sempre dal pm David Mancini.
Ad accendere i riflettori sull’ultima indagine aperta dalla distrettuale dell’Aquila sul terrorismo islamico erano state, qualche giorno fa, le perquisizioni effettuate in tutta Italia nelle abitazioni di venti tunisini e marocchini. Tra questi anche tre residenti tra Alba e Martinsicuro, che potrebbero avere un ruolo di primo piano e che sono assistiti dall’avvocato aquilano Alessandro Piccinini. Le indagini, in questo caso, sono partite da illeciti di natura tributaria e avrebbero portato gli investigatori a scoprire una rete di finanziamenti volti a sostenere il movimento radicale islamico “Al-Nursa”.
Secondo quanto emerso nel coso dei primi accertamenti coordinati dalla Direzione distrettuale e antimafia dell’Aquila, in particolare, «tramite alcune società operanti nel settore della rifinitura edilizia e nel commercio di tappeti, formalmente intestate a persone di comodo ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, sono stati creati numerosi artifizi contabili per distrarre ingenti somme di denaro dalle società». Le illecite disponibilità finanziarie sarebbero state successivamente riciclate in vari modi: con l’acquisto di immobili, investendo in altre attività imprenditoriali ed anche, appunto, nel finanziamento di gruppi radicali di ispirazione islamica all’estero. (a.m.)
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