Soldi ai terroristi, slitta l’udienza

17 Marzo 2021

Sotto accusa in sedici tra italiani e tunisini, si va in aula a ottobre

TERAMO. L’udienza preliminare era fissata per ieri mattina davanti al gup dell’Aquila Baldovino De Sensi, ma causa problemi di notifica degli atti ai sedici indagati è slittata ad ottobre. L’inchiesta è quella della Procura distrettuale: reati fiscali commessi per creare fondi neri destinati a finanziare il terrorismo radicale islamico di “Al-Nusra”. A circa un anno dalla maxi operazione della Distrettuale antimafia con sedici indagati tra tunisini e italiani, di cui dieci arrestati, il caso arriva davanti al giudice delle udienze preliminari. In mezzo il provvedimento con cui il tribunale del Riesame, accogliendo i ricorsi della difesa, due settimane dopo gli arresti aveva scarcerato tutti. La Procura, nell’avviso di conclusione delle indagini, ha confermato le accuse per la maggior parte degli indagati, a cominciare dall’imam Atef Argoubi (per un periodo a Martinsicuro) e dall’imprenditore Jameleddine Brahim Kharroubi, il 57enne imprenditore tunisino residente a Torino ma di fatto domiciliato ad Alba Adriatica, considerato una delle figure chiave dell’inchiesta. Con loro altri nomi tra cui anche quello di una commercialista di Torino. Un gruppo che, secondo l’accusa, da Alba e Martinsicuro si muoveva in tutto il mondo per finanziare il terrorismo radicale islamico di “Al-Nusra”, attivo nella guerra in Siria. Per la Procura Kharroubi avrebbe sostenuto economicamente imam di ispirazione radicale in Italia e in altri Paesi. Nel tempo avrebbe avuto contatti con diversi imam coinvolti in inchieste per terrorismo.(d.p.)
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