Soldi dei ticket spariti, assolto

14 Dicembre 2019

L’ex gestore del Cup della Asl era accusato di essersi appropriato di circa 14mila euro di incassi

TERAMO. Era finito a processo con l’accusa di peculato. Un’accusa dalla quale Franco Rubini, amministratore unico del consorzio Nike, la società che in passato gestiva il Cup della Asl di Teramo, è stato assolto dai giudici del collegio (presidente Domenico Canosa, a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini), “per non aver commesso il fatto”. A chiedere l’assoluzione era stato anche il pm di udienza, il sostituto procuratore Laura Colica, con i giudici che sempre su richiesta dello stesso pm hanno rinviato gli atti alla Procura per valutare la posizione della figlia di Rubini.
L’uomo, difeso dall’avvocato Federica Benguardato, era finito a processo nell’ambito di un’inchiesta a firma del pm Andrea De Feis e partita dopo una segnalazione della stessa Asl. Secondo l’accusa nella sua veste di amministratore unico del consorzio Nike «quale ditta aggiudicataria dei servizi amministrativi Cup/cassa, attività di accettazione, esami e riscossione ticket di laboratorio analisi ed attività di radiologia», come contestato nel capo di imputazione, avrebbe omesso di versare «all’istituto tesorerie l'importo relativo agli incassi del Cup del distretto sanitario di base di Teramo del mese di luglio 2014 per un valore di 14.249 euro, in tal modo appropriandosi di denaro pubblico che deteneva nella qualità di amministratore unico della ditta incaricata di un pubblico servizio». Accusa caduta nel corso del dibattimento, dove è emerso come Rubini, pur essendo il legale rappresentante della società non avesse alcuna delega a raccogliere e depositare i soldi versati dagli utenti. La Asl si era costituita parte civile ed era rappresentata dall’avvocato Tommaso Navarra. (a.m.)
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