Soldi pubblici a Lega del cane, 11 indagati

14 Aprile 2015

Sono ex dirigenti e funzionari dello Zooprofilattico e la presidente dell’associazione animalista, l’accusa è peculato

TERAMO. Circa 300mila euro di soldi pubblici concessi contro le norme a un’associazione animalista per il mantenimento del canile di contrada Gattia e una serie di indebiti provvedimenti disciplinari contro un veterinario dipendente accusato di mettere i bastoni tra le ruote. Sono queste, in sintesi, le accuse con le quali è stata appena chiusa dal pm Davide Rosati un’inchiesta nei confronti degli ex vertici dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise "G. Caporale" di Teramo, portata avanti insieme dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza e dal reparto operativo nucleo investigativo dell'Arma dei carabinieri di Teramo con l'ausilio del Nas carabinieri di Pescara.

Gli indagati sono Vincenzo Caporale (ex direttore generale dell’Izs), Lucio Verticelli (ex commissario straordinario dell’Izs), Carlo Zippilli, Giovanni Carusi e Paolo Campea (ex segretari generali dell’Izs in periodi successivi), Catia Durante (presidente della sezione di Teramo della Lega nazionale per la difesa del cane), Paolo Dalla Villa e Nicola Ferri (dirigenti veterinari dell’Izs), Claudia Rasola, Giacomo Migliorati e Domenico La Gamba (ex componenti della commissione disciplinare dell’Izs). «L'indagine», si legge in una nota inviata ieri dal comando provinciale della guardia di finanza, «in origine ha riguardato l'effettuazione di sterilizzazioni, a titolo gratuito, di cani e gatti ricoverati nella struttura di contrada Gattia di proprietà dell'istituto, concessa in gestione a un'associazione privata (la Lega nazionale per la difesa del cane, ndr)». Poi, continua la nota, è stata estesa alla verifica delle presunte irregolarità di un accordo siglato tra l'Izs e l'associazione teramana, finalizzato alla concessione in comodato gratuito dell’area canile.

«Le risultanze investigative acquisite dalle Fiamme Gialle», si legge ancora, «hanno consentito di far emergere l'impiego di risorse finanziarie del predetto ente pubblico a vantaggio del soggetto privato, mediante l'indebita imputazione dei costi di gestione del canile concesso in uso all'associazione, attraverso il fraudolento inserimento di condizioni contrattuali diverse da quelle previste nella delibera di concessione e nella relativa bozza originaria di convenzione approvata».

La Finanza scrive di aver accertato che, dal 2005 al 2013, l'Izs si sarebbe «fatto carico indebitamente, a vantaggio e utilità del privato, di costi per circa 300.000 euro, relativi al consumo di energia elettrica, di acqua e di mangimi, non previsti nell'originaria delibera e di competenza, invece, dell'associazione privata. A tali spese, si sarebbero aggiunti i costi, non dell'Ente, relativi alla sterilizzazione degli animali, effettuate, immotivatamente, senza corrispettivo». Per queste accuse, con varie posizioni, sono stati segnalati all'autorità giudiziaria per peculato Caporale, Verticelli, i tre ex segretari Zippilli, Carusi e Campea, Ferri, Dalla Villa e Catia Durante della Lega del cane

La Finanza continua: «Le investigazioni dell'Arma dei carabinieri, invece, hanno accertato il ricorso da parte di dirigenti/funzionari dell'Izs verso un proprio dipendente, ad azioni finalizzate ad arrecare un ingiusto danno professionale e patrimoniale, mediante indebite contestazioni disciplinari. In concreto, la commissione disciplinare dell'Istituto, contestava al predetto, tra l'altro, il rifiuto di effettuare sterilizzazioni di cani in adozione a privati, a richiesta di questi; attività che invece non rientra nelle competenze dell'Istituto. Contestazioni che, di fatto, portavano alla sospensione dal servizio del dipendente, a fronte, invece, di un comportamento pienamente regolare». Per questo sono indagati a vario titolo per abuso d’ufficio Ferri, Dalla Villa e i tre componenti la commissione disciplinare.

La Finanza conclude: «La vicenda così come acquisita dalla Procura della Repubblica è stata anche oggetto di segnalazione delle Fiamme gialle teramane alla Corte dei conti, per il conseguente recupero in capo ai responsabili del connesso danno erariale per i corrispondenti 300.000 euro circa»,

(red.te)

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