Soldi spariti, Granata impugna il licenziamento

12 Luglio 2016

L’ex dipendente di banca arrestato per il maxi ammanco si rivolge al giudice del lavoro

GIULIANOVA. A dicembre è stato arrestato con l’accusa di essersi appropriato di 460mila euro dal conto di una cliente tedesca della filiale di Porto d’Ascoli della Banca delle Marche. Mario Granata, il giuliese dipendente dell’istituto bancario che dopo un periodo agli arresti domiciliari è attualmente sottoposto all’obbligo di dimora, ha impugnato il licenziamento. A presentare il ricorso contro il provvedimento disposto dall’istituto bancario, che dopo i fatti lo ha licenziato appellandosi alla giusta causa, è stato il suo legale Tiziano Rossoli che nei giorni scorsi si è rivolto al giudice del lavoro del tribunale di Ascoli, competente per territorio.

L’inchiesta della Finanza di Ascoli, coordinata dal pm di Ascoli Lorenzo Destro, riguarda una somma sparita qualche anno fa da un conto corrente aperto nella banca in cui all’epoca dei fatti lavorava Granata. Per l’ammanco, denunciato dalla donna nell’ estate dell’anno scorso, il pm ha chiesto ed ottenuto dal gip Giuliana Filippello l’arresto del bancario di Giulianova e il sequestro di un immobile di sua proprietà.Da quanto si è potuto ricostruire, il conto corrente svuotato non era stato più movimentato dal 2007, quando la titolare vi aveva versato 460mila euro, incassati dalla vendita di un appartamento. Depositato il denaro, la donna era ritornata in Germania e non aveva fatto più alcuna operazione su quel conto corrente fino all’anno scorso quando era tornata a Porto d’Ascoli per ritirare il denaro ed estinguere il conto. Sul quale, però non c’era più niente, tranne i 1800 euro di interessi che nel frattempo erano maturati.La donna aveva subito denunciato la cosa e gli investigatori avrebbero accertato che qualche mese prima che la cliente tedesca si accorgesse dell’ammanco, l’impiegato di Giulianova avrebbe emesso un libretto di assegni a nome della cliente e dopo aver apposto firme false sugli assegni, avrebbe versato i soldi in un conto acceso in un altro istituto di credito. Successivamente, sempre secondo l’accusa della procura ascolana, l’uomo avrebbe investito il denaro in immobili, tra cui un appartamento sequestrato. Granata, molto conosciuto in città. è stato componente della segreteria dell’Unione comunale del Pd, partito per il quale si anche era candidato alle ultime elezioni comunali.(d.p.)

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