Solimeo racconta agli studenti la sua vita con la distrofia

ROSETO. Momenti di grande emozione ieri mattina all’istituto “Moretti” di Roseto, dove Marco Solimeo ha raccontato la sua esperienza di malato di distrofia muscolare raccolta nel libro “Il...
ROSETO. Momenti di grande emozione ieri mattina all’istituto “Moretti” di Roseto, dove Marco Solimeo ha raccontato la sua esperienza di malato di distrofia muscolare raccolta nel libro “Il distrofico felice grazie a Dio”. Il 37enne di Avezzano, accompagnato dall’inseparabile amica-“sorella” Martina e dalla madre, ha voluto portare la propria testimonianza ad un paio di classi del complesso scolastico di Voltarrosto nel corso di un incontro curato dal giornalista Umberto Braccili, che ha visto la partecipazione della docente Catia Di Luigi e della dirigente scolastica Sabrina Del Gaone.
Solimeo ha scoperto di essere malato all’età di cinque anni e ad otto ha smesso definitivamente di camminare, subendo nel frattempo anche episodi di bullismo fra i banchi di scuola per via delle sue particolari condizioni fisiche. «Per quasi trent’anni, credere in Dio rappresentava per me ammettere l’esistenza di un’entità cattiva», ha dichiarato l’uomo, «perché il non essere come gli altri mi portava a vergognarmi tantissimo quando la gente mi guardava». Un’esperienza vissuta a Rimini l’ha poi spinto a fare pace con Dio e da quel momento ha scelto di farsi messaggero di speranza, raccogliendo dei propri appunti e trasformarli in un libro.
«Potrebbe bastare anche un piccolo incidente a stravolgerla per sempre, ma in qualsiasi condizioni la si viva ci sarà sempre un senso nella vita», ha precisato più volte Solimeo, «e fatico a comprendere chi in condizioni simili alle mie ha deciso di recarsi in Svizzera e addirittura pagare per farsi ammazzare».
Piergiorgio Stacchiotti
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