«Solo annullando i contratti salveremo i dipendenti»

Il direttore dell’Istituto zooprofilattico Arnolfo replica alle accuse dei sindacati sul caso dei 34 tecnici laureati. I dirigenti si dissociano: «Soluzione paradossale»
TERAMO. «Certe impostazioni manichee improntate ad una critica tanto distruttiva quanto sterile, in particolare se sottese da ricostruzioni storiche approssimative, non agevolano la risoluzione delle problematiche». Fernando Arnolfo, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico, replica con affermazioni tagliente alle critiche di sindacati e Rsu sul ricorso per l’annullamento dei contratti di 34 tecnici laureati. Secondo le organizzazioni di categoria la procedura avviata davanti al giudice del lavoro, che sfocerebbe nella stabilizzazione degli addetti assunti sette anni fa, avrà effetti peggiori del licenziamento. Arnolfo invece, nel ricordare «la volontà chiara e ferma dell'istituto di tutelare i propri dipendenti, che costituiscono una risorsa imprescindibile e irrinunciabile per il futuro dell’ente», ribadisce che il percorso intrapreso è l’unico possibile per «ricondurre la posizione degli interessati in un alveo di legittimità», evitando atteggiamenti pilateschi e decisioni sbrigative. «Il ricorso all’organo giurisdizionale, accompagnato da una ricostruzione seria, puntuale e completa dell’intera vicenda in tutti i suoi passaggi, ivi comprese le motivazioni alla base delle scelte operate dalla precedente governance», fa sapere il direttore, «costituisce – in assenza di soluzioni differenti, che non sono emerse – lo strumento previsto dall'ordinamento per risolvere la complessa vicenda». Da parte della rappresentanza sindacale, secondo Arnolfo, sarebbe auspicabile dunque «un livello maggiore di approfondimento adeguato all'importanza delle problematiche trattate e che non si limiti alle formule di rito». Le accuse di immobilismo rivolte alla direzione, inoltre, sarebbero«"smentite dai tanti fatti oggettivi che sono stati portati all'attenzione di tutto il personale, e quindi anche della Rsu, con la nota del 16 luglio». Al fianco dei sindacati, però, si schierano i dirigenti dell’Izs che chiedono il ritiro del ricorso. «È paradossale che questi 34 professionisti debbano difendersi, tra l’altro a proprie spese, contro l'istituto che li ha assunti e per il quale lavorano efficacemente da quasi dieci anni», affermano, «è altresì davvero difficile credere che questa decisione possa essere stata presa in alcun modo a tutela dei suddetti professionisti dipendenti ed è sconcertante, infine, assistere ad un’operazione che non si propone in via prioritaria di tutelare il patrimonio tecnico scientifico e umano dell'ente, né tantomeno di salvaguardarne la credibilità». (g.d.m.)
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