«Solo confusione sulle strisce blu»

5 Febbraio 2015

D’Alberto (Pd) chiede che intende fare Brucchi con la Tercoop

TERAMO. «Nessuna risposta alla Tercoop ma solo annunci contraddittori». Gianguido D'Alberto, capogruppo del Pd in consiglio comunale, sintetizza così il comportamento tenuto finora dall'amministrazione sulla revisione dei parcheggi a pagamento in centro. ll rappresentante dell'opposizione ricorda che il sindaco Maurizio Brucchi ha inizialmente prospettato l'emissione di un nuovo bando di gara per la gestione delle strisce blu, affidate ancora per un paio di mesi alla Tercoop, ma successivamente ha lasciato intendere che l'amministrazione potrebbe occuparsi in proprio degli stalli a tariffa per trarne direttamente gli utili. «Desta forti perplessità il fatto che a sostegno della scelta politica, che sembrerebbe dettata esclusivamente dalle necessità di bilancio senza tener conto delle esigenze sociali sottese all'attività svolta dalla cooperativa», afferma D'Alberto, «vi sia uno studio tecnico commissionato dal Comune che individua mille parcheggi cui corrisponderebbe un incasso di circa 1,6 milioni di euro ma in assenza di una chiara e dettagliata analisi economico-finanziaria a sostegno dell’intervento».

Il capogruppo del Pd chiede chiarimenti sulle «procedure tecnico-giuridiche» che renderebbero compatibile l'operazione con l'impiego dei soci della coop. «Quanta parte di questo personale si potrà realmente garantire nel caso in cui si proceda, come più volte annunciato, alla realizzazione dei parchimetri?», domanda, «qual è la reale tenuta economico-finanziaria del piano parcheggi ad oggi stilato di cui il sindaco continua a parlare solo sulla stampa e con la sua sfilacciata maggioranza ma che, costituendo parte integrante del piano urbano del traffico, dovrebbe essere portata e discussa in consiglio comunale?». Ulteriori dubbi, secondo D'Alberto, sono alimentati dalla constatazione che dalla rivisitazione della sosta in centro sia esclusa piazza Dante «la cui gestione continua ad essere lasciata al privato sulla base di una proroga senza termine e quindi illegittima, rendendo così impossibile un'effettiva quantificazione economica del vantaggio che gli si attribuisce». (g.d.m.)

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