Solo il Mazzini rimane ospedale Covid

28 Maggio 2021

Numeri in calo, dopo Giulianova “ripulito” anche il presidio di Atri: i ricoverati sono stati tutti concentrati nel capoluogo

TERAMO. Il costante calo dei ricoveri per Covid ha portato la Asl a “ripulire”, dopo quello di Giulianova, anche l’ospedale di Atri. I positivi al virus che necessitano di cure ospedaliere, dunque, da qualche giorno sono tutti nel terzo lotto del Mazzini di Teramo. Per la precisione si tratta di 22 ricoverati, tre dei quali in Rianimazione, ai quali si aggiungono 13 malati in via di guarigione assistiti nella residenza sanitaria di Bivio Bellocchio a Giulianova. Il totale di 35 fa impressione se si pensa ai 170 ricoverati di due-tre mesi fa.
Guardando avanti, l’assetto degli ospedali teramani è destinato a consolidarsi secondo lo schema attuale. Se i numeri resteranno questi – e c’è ragione di pensarlo perché la vaccinazione, anche se non elimina il coronavirus, certamente contiene i ricoveri – l’unico ospedale Covid rimarrà il terzo lotto del Mazzini, che la Asl ha nell’ultimo anno attrezzato a principale presidio anti-pandemia aggiungendo al reparto di Infettivi una Rianimazione e poi una terapia sub-intensiva Covid.
Il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia dice: «I numeri attuali ci inducono all’ottimismo, stiamo riaprendo tutto e da settembre in tutti e quattro gli ospedali tutto tornerà com’era prima. Fino a fine agosto l’organizzazione resterà prudenziale, sia per essere pronti a eventuali recrudescenze del Covid sia per permettere al nostro personale di fare le ferie. Qualche accorpamento estivo di reparti ci sarà, come del resto è sempre avvenuto».
Agli esponenti politici di Atri che continuano a lamentare tagli e ridimensionamenti di diversi reparti del San Liberatore Di Giosia replica seccamente: «Ad Atri non è stato tagliato nulla, su quell’ospedale abbiamo investito tanto così come sugli altri. Semmai potrebbe cambiare qualche assetto organizzativo».
E gli allarmi sul rischio di perdere i fondi per il nuovo ospedale di Teramo? Di Giosia li liquida così: «Sul nuovo ospedale stiamo lavorando, dico a tutti di stare tranquilli e sereni».
La pandemia ha portato a ridisegnare non solo gli ospedali ma anche la medicina territoriale. «Sul territorio resteranno le Usca (unità speciali di continuità assistenziale, ndr)», dice il direttore generale della Asl, «del resto l’emergenza è prorogata fino a fine luglio e poi ci sarà un nuovo piano pandemico a settembre. È chiaro che la medicina territoriale si dovrà rafforzare, bisognerà formare una rete molto fitta con i medici di base e questo sempre nell’ottica di limitare i ricoveri».
A proposito di medicina territoriale: si farà il nuovo distretto sanitario di base di Roseto? Di Giosia risponde: «Se avremo i soldi, lo faremo. Con questa giunta regionale c’è stato un miglioramento nell’erogazione delle risorse, in parte ci è stato dato ascolto ma ancora non abbiamo ottenuto tutto. Attendiamo fiduciosi».
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