Solo in 200 al corteo contro l’autodromo

6 Dicembre 2015

La paura di disordini alimentata per giorni sul web tiene lontani i montoriesi e molti negozi abbassano le serrande

MONTORIO. Al grido “No all’autodromo!” si è aperto nel primo pomeriggio di ieri il corteo per dire no alla realizzazione dell'autodromo del Gran Sasso. Organizzata dal movimento popolare “No autodromo”, nato a tutela del patrimonio culturale, ambientale, paesaggistico e di biodiversità dell'area naturale del Gran Sasso e Monti della Laga, la manifestazione ha visto la partecipazione, con tanto di striscioni, del Wwf e del circolo teramano di Legambiente. Non erano più di duecento i manifestanti, in prevalenza non montoriesi e giunti dalle quattro province abruzzesi, ma anche da Foggia, per dire “Basta a chi ci devasta”, come è apparso su uno degli striscioni del corteo. Massiccio il dispiegamento delle forze dell’ordine tra polizia, carabinieri e polizia municipale, allertati dal comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Presenti anche i volontari della Croce bianca, quelli della sezione montoriese della protezione civile Cives e i radioamatori “Albatros”.

Tante le saracinesche dei negozi abbassate per paura di possibili danni da parte dei manifestanti: questo l’effetto delle voci circolate insistentemente nei giorni passati tra la gente e sui social network, voci che parlavano di infiltrazioni di black block nel corteo. Pochi i montoriesi in giro, che hanno temuto un corteo invece colorato, chiassoso e del tutto pacifico al quale hanno preso parte anche bambini e animali. Pochi gli abitanti di San Mauro presenti, così come poche sono state le adesioni al corteo da parte del comitato “No autodromo”, che da giorni aveva preso le distanze da questa manifestazione. Grandi assenti le forze politiche montoriesi e non c’erano neanche i Pentastellati, che avevano preannunciato la loro partecipazione. Presente invece, quasi al completo, l’amministrazione “Si può fare” con il sindaco Gianni Di Centa, sia pure ai margini. Il corteo, partito poco prima delle 16 da largo Rosciano, si è snodato lungo le vie del centro cittadino passando davanti al municipio, dove uno dei manifestanti ha attaccato prima la vecchia amministrazione che ha avviato l’iter con l’adozione della variante al Prg e poi la nuova amministrazione. «Dietro la vostra neutralità», ha detto, «avete approvato il progetto. Siete dei venduti. Qui si organizza ogni anno “La Vetrina del Parco”, questa è “La Vetrina della distruzione”». I manifestanti sono arrivati fino alla zona Peep per poi tornare nel centro storico e fermarsi in piazza Orsini, dove ha preso il via la festa con il rock blues dei Wha Wha Band, il reggae dei Percezionisestosenso acoustic duo, il gruppo Pascolo Abusivo "Manu Chao tribute band" e i Nipox, che si sono esibiti sul palco gratis fino a tarda sera.

«Mentre si stanno portando avanti obiezioni sul fronte giuridico-legale, viste le molte incongruenze e anomalie riscontrate nell'iter burocratico-amministrativo per la realizzazione di quest'opera», ha ribadito uno dei componenti il movimento, «pensiamo sia necessaria oggi questa mobilitazione popolare contro la devastazione del territorio e il saccheggio delle vite di chi vi abita, per la valorizzazione delle ricchezze naturalistiche e culturali di questo territorio».

Tra le voci dei manifestanti anche quelle di chi abita nelle vicinanze di San Mauro, come Francesca Di Pietro che ha detto: «Innanzitutto non è un’opera di pubblica utilità. E il nostro timore è che i lavori comincino ma che resti una cattedrale nel deserto, come altre opere di questo tipo risultate poi fallimentari».

Catia Di Luigi

©RIPRODUZIONE RISERVATA