Sondaggio a Bellante sugli orari degli uffici

C’è chi protesta perché sono chiusi di pomeriggio e il Comune avvia una consultazione dei cittadini
BELLANTE. Un referendum informale sugli orari degli uffici. E' l'iniziativa avviata dal Comune di Bellante per decidere, con il coinvolgimento diretto degli utenti, se e come modificare l'apertura al pubblico dei propri sportelli. Le opzioni tra le quali scegliere sono due: uffici in funzione anche il sabato mattina o dal lunedì al venerdì con due rientri pomeridiani a settimana.
Al momento l'amministrazione applica la prima soluzione, che prevede la "settimana lunga" per i propri dipendenti, ma non tutti i bellantesi l'appprezzano. C'è chi preferirebbe le aperture pomeridiani e lamenta proprio la mancanza di questo servizio. A segnalare i problemi connessi al funzionamento solo mattutino di sportelli come l'anagafre è Fabrizio Pizzi. «Per rinnovare la mia carta d'identità e farla per i miei figli», racconta, «io ho dovuto perdere un giorno di lavoro e loro uno di scuola». La giornata di ferie e la perdita delle lezioni si sono rese necessarie appunto perché, nel caso degli studenti e di chi lavora anche il sabato, la "settimana lunga" di funzionamento degli sportelli risulta inefficace.
«Il Comune di Bellante è l'unico in provincia a non prevedere i rientri pomeridiani», sottolinea Pizzi, «paghiamo le tasse come tutti gli altri e avremmo diritto a un servizio elementare che, però, a noi non viene offerto».
La questione, a sentire il sindaco Mario Di Pietro, resta comunque controversa. «Sappiamo che ci sono cittadini favorevoli all'apertura degli uffici anche di pomeriggio», spiega, «ma c'è anche chi preferisce avere la possibilità di sbrigare una pratica il sabato mattina perché ha più tempo». Al sindaco non risulta che tutti i Comuni della provincia abbiamo adottato la "settimana corta" e nel dubbio tra le due soluzioni ha lasciato la parola ai cittadini. In municipio sono disponibili schede nelle quali vengono indicate entrambe le opzioni e gli utenti possono esprimersi a favore dell'una o dell'altra. «E' una forma di democrazia partecipativa», afferma Di Pietro, «che abbiamo adottato proprio perché non escludiamo nessuna delle due possibilità». All'amministrazione, insomma, non fa molta differenza se gli uffici debbano restare aperti il sabato mattina o nei pomeriggi di martedì e giovedì come avviene in altri Comuni.
Il sindaco per la verità ha in mente un'idea che, come si dice, taglia la testa al toro. «Punterei sul rilancio dei documenti on line, così ognuno li può scaricare tramite internet quando vuole», conclude, «ma si tratta di una procedura complicata da far partire». Il futuro resta per ora confinato alla scioglimento del dilemma sull'apertura degli uffici.
(g.d.m.)
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