Sono salvi i 40 lavoratori degli ambulatori di base

Le coop accettano le condizioni della Asl riducendo i costi annui di 400mila euro Il presidente Core: «Intatti servizi e contratti, sacrificio in virtù dei piani di sviluppo»
TERAMO. Si rompe il muro contro muro: le cooperative dei medici che gestiscono gli ambulatori di base Uccp e Ncpi hanno accettato la riduzione dei costi del 30% imposta dalla Asl di Teramo, che risparmia così 400mila euro l’anno. L’accordo è stato trovato nei giorni scorsi, in ore di fitti incontri tra le parti. Salvi i circa 40 operatori, tra infermieri e assistenti di studio, che lavorano al fianco dei medici di base nelle cinque “Unità complesse di cure primarie” e “Nuclei di cure primari integrati” di Teramo, Sant’Egidio, Montorio, Mosciano e Villa Rosa di Martinsicuro.
«I servizi restano immutati, così come i livelli occupazionali», garantisce Ercole Core, presidente della Cooperativa dei medici di medicina generale di Teramo, la principale delle tre realtà interessate, «Abbiamo deciso di andare incontro alla Asl razionalizzando la spesa. Per noi vuol dire solo una riduzione della tariffa oraria del compenso alla cooperativa e una riduzione delle ore nei doppi turni degli assistenti di studio. Anche il compenso per i medici resta immutato». In altre parole, è soprattutto la struttura organizzativa della coop a risparmiare. «È un sacrificio quello che compiamo, in virtù dei piani di sviluppo futuro delle Uccp», aggiunge Core. Anche se il nuovo accordo ha la validità di un anno, infatti, le parti hanno deciso di incontrarsi di nuovo fra sei mesi per parlare «di un piano di potenziamento della medicina sul territorio, anche in base alle possibilità che potrebbe offrire il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che potrebbe portare, come auspichiamo, alla creazione di nuove Uccp sul territorio provinciale e alla crescita di quella di Villa Rosa di Martinsicuro, la quale, trovandosi in zona di confine, ha un ruolo fondamentale nella riduzione della mobilità passiva verso le strutture sanitarie delle Marche», aggiunge Core.
Quella che Asl e cooperative (ma anche i sindacati) si lasciano alle spalle è stata «una trattativa difficilissima», come la descrive Core. Il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, del resto, era stato durissimo anche pubblicamente, minacciando di prendere la gestione diretta del personale degli ambulatori di base, fino all’ipotesi circolata di un possibile riassorbimento dei lavoratori tramite una società interinale. Secondo Di Giosia, infatti, infermieri e amministrativi costavano all’azienda sanitaria 1,5 milioni di euro l’anno, cioè 500mila euro in più di quanto sarebbero costati se dipendenti diretti della Asl, a parità di stipendio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

