Sono senza Green pass, quattro vigili del fuoco fuori dalla caserma

16 Ottobre 2021

A Roseto respinti 3 dei 5 pompieri del servizio notturno. Il capoturno: «Un segno di protesta» Nessun problema nelle aziende teramane. Record di vaccinati tra i metalmeccanici con il 96%

TERAMO. Si sono presentati regolarmente all’orario di entrata in servizio, ma non avevano il Green pass, incuranti dell’entrata in vigore dell’obbligo della certificazione verde sul posto di lavoro. Si tratta di tre dei cinque vigili del fuoco che ieri sera avrebbero dovuto montare il turno notturno nella caserma di Roseto, ma che non si sono vaccinati contro il Covid e non hanno nemmeno effettuato il tampone. Tra i tre c’era anche il capoturno, che parla apertamente di «segno di protesta», ma assicura anche che si metterà in regola da qui in avanti, effettuando i tamponi per evitare conseguenze professionali. Alla quinta assenza, infatti, i vigili del fuoco rischiano la sospensione fino al 31 dicembre. La protesta dei tre è stata comunque silenziosa. E non ha provocato nemmeno disagi: il servizio notturno della caserma di Roseto è stato infatti coperto in parte dal turno che avrebbe dovuto smontare e in parte dal personale richiamato da ferie e riposi. In mattinata un altro caso si era verificato nella caserma di Teramo.
Nonostante qualche timore, vista la tensione nel Paese sulla questione del Green pass obbligatorio sul posto di lavoro, in provincia non sembrano essersi registrate gravi criticità.
Osservate speciali erano le grandi aziende, soprattutto quelle del settore metalmeccanico, vista la dimensione degli stabilimenti in provincia. I lavoratori metalmeccanici, però, nel Teramano hanno fatto registrare numeri da record riguardo la vaccinazione ani-Covid. «Nelle grandi aziende del settore in cui siamo presenti, i dipendenti non vaccinati si sono attestati al 4%, ben sotto al dato nazionale e alle stime, che parlavano del 10%», dice Marco Boccanera del sindacato Fim Cisl, «ancora una volta i metalmeccanici si sono dimostrati il motore trainante, anche del senso di responsabilità». Secondo Boccanera, infatti, non solo non ci sarebbero stati tafferugli e i lavoratori avrebbero recepito e accettato la norma in provincia, ma solo due dipendenti sarebbero stati respinti tra i grandi stabilimenti teramani. Entrambi del settore dell’automotive di Castellalto: un lavoratore senza Green pass alla Pcm, che però sarebbe vaccinato ma da pochi giorni e non avrebbe fatto in tempo a ricevere il certificato; l’altro alla U.Form, ma in questo caso il lavoratore si sarebbe autosospeso.
Nessuna criticità è stata segnalata nel primo giorno di obbligo anche dal settore degli esercizi pubblici, in particolare nei ristoranti che aderiscono all’associazione Ariaa. «Sono pochissimi i non vaccinati, ma nelle nostre attività anche un numero così basso potrebbe incidere nelle prossime settimane», spiega il presidente Valerio Di Mattia, «per questo auspichiamo una maggiore elasticità da parte della normativa nazionale, o almeno l’abbassamento del prezzo dei tamponi oppure l’agevolazione dell’uso dei tamponi salivari». Nella filiera entra anche il porto di Giulianova con il suo mercato del pesce. «Siamo rimasti chiusi il primo giorno a causa del maltempo, ma siamo pronti per la riapertura di lunedì», spiega il direttore del mercato Gino Gervasini, «tutti i nostri addetti sono infatti vaccinati, così come la gran parte dei produttori che vengono da noi a vendere il pescato, mentre per gli acquirenti non è richiesto il Green pass. Quindi siamo tranquilli, anche se le operazioni di controllo ci creano qualche disagio».
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