Sopralluogo per l’area del porto chiusa

13 Luglio 2021

Tecnici al lavoro, si cerca una soluzione per le torri faro dopo l’ordinanza della guardia costiera

GIULIANOVA. Ieri mattina, come da impegno assunto venerdì scorso in Regione a Pescara, il funzionario dell’Arap (l’azienda regionale per le attività produttive) architetto Nicola Scandurra, è stato presente nella sede dell’Ente Porto per mettere a punto il piano relativo al problema generato dalle criticità delle 11 torri faro presenti nell’area portuale e la conseguente chiusura dell’area sottostante decisa dalla guardia costiera. Il tecnico dell’azienda regionale si è raccordato con il vice presidente dell’ente, ingegner Fabrizio Bonaduce, per concordare un’azione comune. Alla fine si è parlato della necessità, come già anticipato, di acquisire un parere asseverato da cui risulti che allo stato le torri faro non sarebbero più ad un livello critico come ipotizzato all’inizio dei lavori. Com’è noto, la ditta a suo tempo incaricata di eseguire i lavori, ha provveduto a portare a terra le 11 corone che assicurano l’erogazione dell’illuminazione.
Una soluzione che ha consentito di alleggerire innanzitutto il peso sulle torri faro, ma anche di eliminare completamente l’effetto “vela” generato da quell’ampio supporto di tenuta delle lampade. Un documento tra l’altro richiesto dal comandante del porto e della guardia costiera, Daniela Sutera, che ribadisce: «Per revocare o modificare l’ordinanza di interdizione è necessario che venga certificato il ritorno completo alla normalità». Intanto il presidente dell’Ente Porto, Valentino Fabrizio Ferrante, sta predisponendo degli interventi per illuminare i pontili del diporto e la banchina di riva con l’accensione di alcuni fari proiettati verso nord. Nel contempo la protezione civile regionale dovrebbe fornire al porto 6 torri faro mobili d’emergenza per sopperire in maniera ancora più decisa alla mancanza di illuminazione durante le ore notturne.(al.al.)
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