Sorgenti a rischio, lettera a Mattarella

L’Osservatorio al capo dello Stato, che domani visita i Laboratori: «Mai risolte le interferenze con Infn e autostrada»
TERAMO . L'Osservatorio indipendente sull'acqua del Gran Sasso (Wwf, Legambiente, Mountain Wilderness, Arci, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie Ambientali d'Italia, Fiab, Cai, Italia Nostra e Fai) scrive al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui presenza è annunciata in Abruzzo domani, per l'evento celebrativo dei 30 anni di attività scientifica dei Laboratori nazionali del Gran Sasso dell'Infn, riproponendo il tema dell'interferenza con l'acquifero del Gran Sasso sia dei laboratori sotterranei di fisica nucleare, sia delle gallerie autostradali dell'A24, e chiedendo al capo dello Stato un impegno sulla questione. La lettera indirizzata al presidente Mattarella è stata consegnata al prefetto di Teramo ieri mattina. La consegna era stata concordata con l'Ufficio del cerimoniale della Presidenza della Repubblica, al quale l'Osservatorio si era rivolto nei giorni scorsi in previsione della visita di Mattarella. Le associazioni avevano chiesto di dare la nota direttamente al presidente, ma i dirigenti del Quirinale hanno escluso subito questa possibilità perché la visita di Mattarella avrà tempi strettissimi.
Nella lettera si legge: «L'Istituto nazionale di fisica nucleare il prossimo 15 gennaio giustamente festeggia 30 anni di attività dei Laboratori del Gran Sasso, uno dei massimi centri di ricerca che il nostro Paese può vantare. I Laboratori sono ospitati nel massiccio del Gran Sasso, che per ogni abruzzese assume innumerevoli significati ma soprattutto rappresenta la più grande risorsa d'acqua della regione, capace di rifornire oltre la metà della popolazione abruzzese (circa 700.000 persone). Ed è proprio in questo ultimo prezioso bene che l’intera comunità abruzzese negli anni è stata più volte colpita: come ormai accertato da tutti gli Enti interessati, l’interferenza con l’acquifero del Gran Sasso, sia dei Laboratori sotterranei di fisica nucleare, sia delle gallerie autostradali dell’A24, ha più volte messo a rischio la principale risorsa idrica della regione. Tra l’8 e 9 maggio 2017, a causa di un ultimo incidente, le cui dinamiche sono ancora da chiarire, il consumo d’acqua proveniente dal Gran Sasso è stato vietato in quasi tutta la provincia teramana, determinando una situazione di caos con vere e proprie corse all’accaparramento di acqua in bottiglia nei negozi e nei centri commerciali».
Di qui la nascita dell'Osservatorio, che scrive a Mattarella di aver «dato vita ad una serie di incontri pubblici e tante altre iniziative molto partecipate sul territorio, ma dobbiamo evidenziare con rammarico come ancora oggi non ci sia chiarezza e non si manifesti una volontà di collaborazione da parte di tutte le istituzioni preposte alla gestione di tale situazione». Pertanto, viene chiesto al Capo dello Stato di consentire che i cittadini, tramite l’Osservatorio, possano essere parte attiva della soluzione del problema.
Ieri pomeriggio, a Teramo, l'Osservatorio ha promosso un'assemblea pubblica per fare un punto sulla situazione a due mesi dalla manifestazione per l'acqua trasparente dell'11 novembre scorso. Massimo Fraticelli riferisce: «Abbiamo rimarcato gli aspetti della scarsa trasparenza e delle informazioni che non circolano. In particolare vogliamo sapere qual è la progettazione dell’ingegner Roberto Guercio per mettere in sicurezza l’acquifero: non è possibile non avere delle carte su cui ragionare». Il sindaco di Castelli Rinaldo Seca, che fa parte del tavolo tecnico sull’acqua istituito dalla Regione, ha detto che forse entro la fine della prossima settimana verrà presentato da Guercio un progetto più compiuto.(d.v.)
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