Sorpresi a raccogliere le olive del Comune

TORTORETO. La curiosa segnalazione anonima arrivata alla Polizia municipale di Tortoreto: «Una “squadra” sta raccogliendo le olive nel terreno comunale». E’ stato fermato così, nei giorni scorsi, un...
TORTORETO. La curiosa segnalazione anonima arrivata alla Polizia municipale di Tortoreto: «Una “squadra” sta raccogliendo le olive nel terreno comunale». E’ stato fermato così, nei giorni scorsi, un gruppo di tortoretani al lavoro in pieno giorno in un uliveto lungo la Statale Adriatica sud, nell’area dell’ex agraria di fianco all’Arit, di proprietà del Comune e ben visibile dagli automobilisti.
«Non sapevamo che fossero necessarie le autorizzazioni», si sono difesi davanti ai vigili, i quali non hanno però potuto evitare di firmare il verbale. La legge non ammette ignoranza, si sa, ma a Tortoreto è anche di dominio pubblico che il Comune i suoi terreni li sta dando in gestione ai privati attraverso il bando pubblico del progetto degli orti urbani. Ma non solo: l’anziano caposquadra “beccato” dai vigili è un ex dipendente comunale. E la vicenda ora rischia di trasferirsi anche sul piano politico, perché lo stesso pensionato 82enne sarebbe anche il padre di un consigliere comunale di maggioranza, ma anche perché in tanti in città parlano di “consuetudine diffusa” quella di vedere privati cittadini raccogliere le olive nei terreni pubblici.
Per l’ente, comunque, la storia ha avuto già il suo risvolto positivo: i raccoglitori hanno infatti consegnato immediatamente al Comune le olive raccolte, che diventeranno olio che sarà distribuito a scopo benefico, come imposto dal sindaco Alessandra Richi. Alla fine i raccoglitori abusivi hanno assunto una funzione sociale. Senza un impegno del Comune nel raccogliere le tante olive nei suoi terreni, però, rimane comunque il rischio di sprecarle o che qualcuno se ne impossessi illegalmente. Altra questione per l’amministrazione comunale, proposta direttamente dal cittadino stufo che ha segnalato anonimamente il fatto ai vigili urbani, è quella di recintare questi terreni, così da renderli inaccessibili.
Luca Tomassoni
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