Sospeso dalla Asl il licenziamento dell’autista di Varrassi

21 Febbraio 2017

Conciliazione davanti al giudice in attesa dell’appello In primo grado Lanci è stato condannato a un anno

TERAMO. La Asl sospende il provvedimento con cui a novembre ha licenziato Giovanni Lanci, l’autista condannato in primo grado ad un anno per appropriazione indebita, falso e truffa. La decisione rientra nell’ambito del procedimento di conciliazione avviato davanti al giudice del lavoro Maria Rosaria Pietropaolo dopo che il dipendente, tramite il suo legale Renzo Di Sabatino, aveva impugnato il licenziamento. Il provvedimento resterà sospeso in attesa del pronunciamento della corte d’appello e nei prossimi giorni l’uomo rientrerà in servizio.

I fatti contestati dalla Asl si basano su una sentenza di primo grado, risalente al 20 ottobre del 2015, con cui il tribunale teramano ha condannato l’ex direttore generale della Asl Giustino Varrassi a tre anni e due mesi per il peculato dell’automobile di servizio usata per il tragitto casa-lavoro (la procura ha contestato 670 viaggi fra Teramo e L’Aquila dove vive Varrassi), per l’utilizzo dell’autista e per l’abuso d’ufficio per la promozione dell’urologo Corrado Robimarga (l’altra inchiesta riunita nello stesso fascicolo). Nel procedimento era indagato anche Lanci condannato ad un anno. Nelle motivazioni della sentenza i giudici Giovanni Spinosa, Sergio Umbriano e Carla Fazzini hanno sottolineato che l’auto blu avrebbe dovuto essere sempre a disposizione della Asl e quindi custodita nel garage dell’azienda, «tuttavia la vettura veniva sistematicamente ricoverata, anche nei giorni festivi e prefestivi, nelle pertinenze dell’abitazione personale dell’autista Lanci».

E hanno aggiunto: «Tale consolidata prassi va imputata esclusivamente al Varrassi non essendovi spazio per ritenere ragionevolmente che potesse scaturire da una decisione autonoma di un sottoposto con funzioni meramente esecutive nè che potesse essere scrupolosamente osservata tanto a lungo dal dipendente senza attirarsi le rimostranze del superiore».(d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA