Sosta selvaggia nei posti dei dializzati e nel parco fluviale

L’Aned protesta: posteggio occupato da un’auto della Asl Via Ciotti, da tre giorni intralciato l’ingresso di uno studio
TERAMO. “Teramani brava gente”, si sente dire in giro, mutuando il titolo di un vecchio film. A guardare le foto scattate ieri in tre diversi punti della città verrebbe da dubitare quantomeno del senso civico di molti.
Il caso più eclatante riguarda il parcheggio del secondo lotto dell’ospedale, che un anno fa venne chiuso con una sbarra che un addetto alza solo per fare entrare i malati che necessitano di particolari cure. Già due giorni fa Eleonora Corona, segretaria regionale dell’Aned, l’associazione dializzati e trapiantati, ha segnalato su Facebook che una paziente andata a fare dialisi ha trovato tutti i posti occupati e ha dovuto lasciare l’auto al parcheggio a pagamento, facendo un tratto a piedi sotto il sole. Oggi sul suo profilo Fb immagini che non perdonano: una macchina di servizio della Asl parcheggiata nel “posto a disposizione dei pazienti dializzati”. «Dopo una protesta in cui ci hanno costretti a proteggere i parcheggi con un muro umano la situazione è stata tranquilla per un po', ora siamo di nuovo a denunciare! Eppure da quella sbarra si può accedere solo se in possesso di autorizzazione. I pazienti in trattamento sostitutivo, terapia salvavita riconosciuta dai Lea vanno tutelati e Aned non accetta la poca importanza che viene loro riservata e la disattenzione delle istituzioni regionali e locali», scrive Corona.
Scarso senso civico lo segnala anche una cittadina sulla pagina “Sei teramano se...”: ieri c’era una Panda bellamente parcheggiata in pieno parco fluviale del Vezzola, sul prato. A ben guardare, per arrivarci l’auto deve aver pure percorso un tratto di percorso strettamente pedonale.
Dulcis in fundo, l’automobilista che ha pensato di parcheggiare l’auto per ben tre giorni in via Ciotti praticamente impedendo l’ingresso allo studio legale di Manola Di Pasquale. L’avvocato ha segnalato il fatto con un post intitolato “maleducazione e inciviltà”: «Non riusciamo a entrare senza pulire con i vestiti l’auto; mentre i disabili, le donne incinte e gli anziani non possono proprio entrare». (a.f.)
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