«Sostegno ai produttori di latte»

AreaBlu accusa: da un anno il consiglio regionale non prende provvedimenti
TERAMO. «Stigmatizziamo la totale inerzia della Regione Abruzzo, che non è stata in grado di dare risposta all’intero settore caseario e lattiero che continua a soffrire. C’è un totale lassismo del consiglio regionale, che si è dimostrato inerte rispetto alle richieste avanzate dagli allevatori». A protestare sulla situazione delle quote latte è AreaBlu, coordinamento di amministratori e cittadini teramani, che nell’agosto del 2020 ha presentato una proposta per dare un contributo economico alle aziende che producono latte in Abruzzo al fine di garantire loro un giusto guadagno economico che permetta di mantenere il comparto in piedi e di non far perdere decine di posti di lavoro.
AreaBlu ha recepito il grido d'allarme dell'Associazione allevatori abruzzesi e tiene conto, come spiegano il segretario Carlo Simone e i portavoce Alessandro Casmirri e Domenico Di Matteo, «dell’importanza del comparto del latte e dei prodotti caseari che durante la pandemia ha dovuto far fronte a una sensibile contrazione nella produzione, a un calo dei prezzi del latte fino a 3 centesimi e all'aumento dei costi dell'energia e dei carburanti». La proposta è stata sottoposta in Regione nell'aprile del 2021 ai gruppi consiliari con l'impegno di portarla in consiglio il prima possibile, il 30 aprile 2021 una delegazione di AreaBlu l'ha sollecitata nell'incontro con il presidente della commissione agricoltura Emiliano Di Matteo e sono state inviate varie missive tra settembre e novembre scorsi chiedendo di mettere in campo una corsia preferenziale per procedere all’approvazione di un provvedimento, ma senza alcuna risposta. «Per rendere sostenibile questa importante filiera», concludono “è necessario che il prezzo del latte non scenda sotto la soglia dei 42/45 centesimi al litro e quindi il differenziale economico tra questa cifra e l’attuale prezzo, che è intorno ai 36 centesimi, sia coperto da risorse pubbliche per garantire il duplice obiettivo della sopravvivenza di un comparto fondamentale dell’economia regionale, sempre più aggredito dagli attacchi speculativi, e di tutelare il prodotto autoctono dalla concorrenza sleale proveniente soprattutto dai Paesi che fanno arrivare il prodotto in Italia a un prezzo molto basso e di dubbia qualità».
Adele Di Feliciantonio

