Sottanelli: «Per la montagna serve un piano straordinario»

Il deputato raccoglie l’appello del sindaco di Crognaleto, punge il Pd («le loro faide interne pesano») e propone: «La Regione coordini forze pubbliche e private, andare in ordine sparso è inutile»
TERAMO. Sindaco chiama, parlamentare risponde. Appena letto sul Centro di ieri l’atto accusa verso la politica di Giuseppe D’Alonzo, primo cittadino di Crognaleto, il deputato rosetano di Scelta Civica nonché presidente di Abruzzo Civico Giulio Cesare Sottanelli interviene sul tema della montagna teramana che muore lentamente tra cronico spopolamento, effetti delle calamità, taglio dei servizi, infrastrutture carenti e turismo fermo.
«Già volevo intervenire», dice Sottanelli, «quando ho visto che il ministro Lotti è andato a inaugurare i nuovi impianti sciistici di Roccaraso mentre noi non possiamo riaprire i nostri anche se c'è la neve. Poi è uscito Giuseppe (D’Alonzo, ndr) e non posso esimermi dal dire la mia. Sono d'accordo con questa presa di posizione e con questo grido di dolore che credo esprima il sentimento di tutti i sindaci della montagna. Ottimi sindaci, aggiungerei, perché fare il sindaco oggi è già un'impresa, figuriamoci in certe zone».
Sottanelli, è d’obbligo ricordarle che D’Alonzo, tra le istituzioni sotto accusa per il declino silenzioso della montagna teramana, mette anche i parlamentari teramani.
«Noi come Parlamento facciamo delle leggi che impattano su tutti i piccoli comuni montani. L'ultima è la 158/17 , detta anche “Salvaborghi” o legge Realacci, che crea le condizioni per promuovere uno sviluppo sostenibile. Prevede aiuti per cittadini e attività produttive e dà agli enti locali la possibilità di fare consorzi e accordi diretti con altre istituzioni. Quello che si poteva fare è stato fatto. Certo, va detto che la provincia di Teramo in questo momento sta scontando rapporti non idilliaci all'interno del Pd, la forza politica che comanda la Regione. Si è visto più volte che non c'è la giusta attenzione per il nostro territorio».
D’Alonzo, tra i tanti problemi, evidenzia quello delle stazioni sciistiche di Prati di Tivo e Prato Selva, una in agonia e l’altra inattiva. Lei che dice?
«Noi che trent'anni fa avevamo gli impianti più innovativi», dice Sottanelli, «siamo diventati i peggiori. È ovvio che in montagna ci vuole un'economia per far sì che i cittadini restino. Sui Prati dico che mettere in liquidazione la Gran Sasso Teramano andava anche bene, ma prima che lo si facesse bisognava pianificare come agire dopo. Non voglio aprire una polemica con la Provincia, ma che all'Immacolata non riaprano gli impianti quando c'è la neve è grave. Mi auguro che la riapertura sia davvero il 15 come si dice».
Ok, ma cosa si deve fare?
«Ci vuole un piano straordinario, un vero e proprio piano industriale che faccia ripartire l'economia turistica e non. Va individuato chi fa che cosa e in quanto tempo e ognuno deve fare la propria parte, il pubblico e il privato. Tanto per capirci: io imprenditore l'albergo non lo ristrutturo se non vedo che Regione e Provincia non mettono i soldi, se si va in ordine sparso non si fa niente. Anche il Parco, che se non è in sinergia con le altre istituzioni è irrilevante, in un piano del genere acquisterebbe un ruolo. Certo che se il turismo, una delle voci più importanti che alimentano il Pil abruzzese, fino a qualche mese fa non aveva un assessore regionale di riferimento, viene da pensare...».
Chi deve prendere l’iniziativa? Il governatore D’Alfonso, come sostiene il sindaco di Crognaleto?
«Di sicuro questo piano lo deve guidare la Regione, sono d'accordo con D'Alonzo. Non possiamo lasciare i sindaci in balia delle difficoltà quotidiane».
Cosa pensa del progetto della nuova strada tra la A24 e Prati di Tivo?
«È giusto farla perché ogni località turistica che si rispetti deve avere almeno una seconda strada, se non altro per motivi di sicurezza».
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