Sottanelli: «Sono l’unico che ce la può fare»

Il candidato non vede altri teramani eleggibili al Senato, chiede fiducia per il territorio e il lavoro fatto
TERAMO. «Sono l’unico teramano che ce la può fare». Giulio Sottanelli, capolista al Senato in quota proporzionale per “Noi con l’Italia-Udc” sorregge questa affermazione, dal sapore apodittico, con un dato che secondo lui emerge dalla distribuzione dei seggi sicuri per Palazzo Madama su base regionale. «Negli altri schieramenti i senatori che hanno già il seggio in tasca sono tutti di Pescara, come D’Alfonso o Pagano, o della provincia di Chieti, come i Cinquestelle e faranno gli interessi di quei territori», afferma, «penso che la nostra provincia, con tutto quello che ha subito negli ultimi anni tra sisma e calamità naturali, meriti una rappresentanza in Senato che possa restituire dignità a un territorio ferito che deve rialzarsi e che troppo spesso è stato emarginato dalle scelte e dalla distribuzione di risorse e funzioni».
Per il deputato uscente «è innegabile che oggi il potere politico sia sbilanciato sull’asse Pescara-Chieti» e dunque scegliere lui il 4 marzo significa riequilibrare i rapporti di forza tra le diverse aree della regione. Sottanelli chiede «la fiducia dei cittadini a rappresentare il nostro territorio» portando in dote l’attività svolta prima come vicepresidente della Provincia e negli ultimi cinque anni come parlamentare. Tra i suoi risultati recenti annovera «l’allargamento del cratere sismico a tutti i comuni colpiti, l’estensione dei contributi per i danni da maltempo e frane, la proroga delle misure speciali per le scuole delle zone interessate dal terremoto, che garantisce oggi la formazione delle prime classi e l’impiego di più docenti, nonché i risarcimenti aggiuntivi ottenuti da Enel dopo il black-out di gennaio». La sua presenza, sottolinea, è stata costante. «Ci sono stato, anche nei momenti più difficili, e ho rappresentato le esigenze dei cittadini e le problematiche degli amministratori locali», osserva, «portando a casa tutto ciò che ho potuto per il mio territorio».
Il deputato uscente snocciola anche i numeri della sua attività a Montecitorio. «Oltre 160 interrogazioni presentate, 748 emendamenti ai provvedimenti, 110 ordini del giorno e mozioni», fa notare, «insieme a provvedimenti importanti in campo fiscale, come la rottamazione delle cartelle di Equitalia e la creazione tramite la Consob del fondo per la tutela stragiudiziale dei risparmiatori e degli investitori che garantisce l'accesso gratuito alle procedure di risoluzione delle controversie tra consumatori e banche». Lo sguardo, però, si apre anche al futuro. «Tra le priorità per la provincia di Teramo ci sono la ricostruzione, il rilancio delle aree interne e il recupero della centralità del capoluogo», spiega il candidato secondo cui serve un cambio di marcia per accelerare il rientro dei 5mila sfollati nelle loro abitazioni, favorire il recupero di edifici pubblici e privati ancora fermo, evitare disparità di trattamento con i danni del sisma 2009 e snellire le procedure. «Le aree interne e montane hanno bisogno anche per questo di una attenzione specifica», conclude, «non possiamo lasciarle indietro rispetto alla costa e mi farò promotore di un progetto di legge specifico per l’Appennino». (g.d.m.)

