Sottanelli, vendetta su Ginoble Disfatta per i due poli politici

ROSETO. Il risultato di Roseto è sorprendente solo per chi non conosce le vicende politiche cittadine. Cinque anni fa il centrosinistra a guida Pd (e quindi, all’epoca, Ginoble) stravinse al...
ROSETO. Il risultato di Roseto è sorprendente solo per chi non conosce le vicende politiche cittadine. Cinque anni fa il centrosinistra a guida Pd (e quindi, all’epoca, Ginoble) stravinse al ballottaggio anche con i voti del gruppo di Giulio Sottanelli, ma all’accordo verbale tra le parti non venne dato seguito dai Dem e il sottanelliano Nugnes finì all’opposizione. Sottanelli non ha dimenticato e in questi anni ha lavorato sodo sul territorio, covando una rivincita che è arrivata alla grande. Per meriti suoi e del suo gruppo (i primi a organizzarsi in vista del voto, capaci di schierare sei liste senza l’appoggio dei partiti – escluso il neonato Azione), ma anche per demeriti altrui. I poli di centrosinistra e centrodestra hanno giocato a chi faceva peggio. Il primo si è frantumato in tre pezzi, con Tommaso Ginoble che fin dal suo passaggio in Italia Viva ha picconato dall’interno l’amministrazione Di Girolamo e ha poi giocato invano la carta del civismo, e con il Pd che non è riuscito a fare sintesi con 5 Stelle e altre forze progressiste. Il centrodestra – che aveva un’occasione d’oro, viste le spaccature nell’area opposta – si è mosso tardissimo, tanto da farsi scappare due portatori di voti come Pavone e Marcone che, di fronte alle incertezze dei partiti d’area, hanno scelto Sottanelli. Insomma: a Roseto ha vinto Nugnes e hanno perso (e male) in tanti.(d.v.)

