Sottopasso al Borsacchio Riesumato il progetto

4 Ottobre 2017

Roseto, risale al Prg del ’90 e non è mai stato realizzato. Permetterebbe ai bus che arrivano da nord di accedere al lungomare senza attraversare la città

ROSETO. Un sottopasso in corrispondenza della rotonda del quartiere Borsacchio, per permettere di raggiungere viale Makarska senza entrare nel centro abitato. È un progetto risalente al piano regolatore del 1990 che non è stato mai realizzato, e che ora torna in auge grazie al lavoro della commissione urbanistica del Comune di Roseto. Il presidente della commissione, il consigliere Giuseppe Di Sante, spiega l’importanza di quest’opera. «E’ strategica per il traffico», dice Di Sante, «attualmente un pullman che arriva da nord deve arrivare in via Emilia per accedere al lungomare mentre, con questo sottopasso, eviterebbe buona parte del centro urbano. C’era solo un dubbio riguardo una nuova lottizzazione, se fosse compatibile o meno con la realizzazione del sottopasso, ma abbiamo verificato chiedendo un parere alle Ferrovie e la compatibilità c’è».
Dopo l’eliminazione dei passaggi a livello si sono costruiti tre nuovi sottopassi oltre quelli esistenti, ossia via Emilia, viale Marche e il più alto in via Polo, dove gli autobus possono accedere al mare in tutta sicurezza. Anche in via Emilia si potrebbe, ma sul lungomare lo spazio di manovra è stretto e, di conseguenza, un sottopasso a nord risolverebbe molti problemi. «Appena possibile porteremo la proposta in consiglio comunale per l’approvazione definitiva del progetto», afferma Di Sante, «anche se non posso dare tempi certi».
Tra gli strumenti urbanistici da approvare nel breve termine ci sono il piano particolareggiato e il Pan (piano di assetto naturalistico): il primo riguarda alcuni aspetti del centro urbano, mentre il secondo servirà per regolamentare la riserva del Borsacchio. «Per quanto riguarda il piano particolareggiato», precisa Di Sante, «l’iter sta andando avanti. Entro il 20 ottobre verrà assegnato l’incarico per redigere questo piano che andrà a risolvere molte problematiche, soprattutto i contenziosi tra i vicini. Anche il Pan è uno strumento fondamentale atteso da anni e speriamo di riuscire a completare l’iter entro giugno 2018».
Per il piano regolatore invece, fermo dal 1990, ci sarà da attendere. «E’ troppo tempo che è fermo», ammette Di Sante, «e ci stiamo lavorando per riuscire entro tre anni ad approvarlo. Prima vorremmo lavorare sull’aspetto dei vincoli decaduti, un problema annoso per il Comune. Piano particolareggiato, Pan e Piano regolatore cambierebbero il destino e lo sviluppo della nostra città».
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