Spaccio a minorenne in comunità, direttore scagionato dal giudice

TERAMO. Era finito a processo con la pesante accusa di non aver impedito che operatori in servizio nella comunità di cui era responsabile cedessero hascisc ad un minore affidato dall’autorità...
TERAMO. Era finito a processo con la pesante accusa di non aver impedito che operatori in servizio nella comunità di cui era responsabile cedessero hascisc ad un minore affidato dall’autorità giudiziaria. Ieri l’uomo è stato assolto per non aver commesso il fatto. Le motivazioni della sentenza del collegio (presidente Franco Tetto, a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini) tra novanta giorni. I fatti risalgono al 2012 quando la madre del ragazzino presentò una denuncia. Secondo la donna il figlio in comunità in più occasioni avrebbe fatto uso di hascisc e marijuana ceduta da alcuni operatori (per cui è in corso un procedimento a parte).
Nell’inchiesta era finito anche il responsabile della comunità (di cui omettiamo il nome per tutelare un minore). L’uomo era finito a processo, così si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, perchè «omettendo di attuare di attuare un’idonea vigilanza e le consequenziali iniziative di competenza non impediva che gli operatori in servizio nella struttura, cedessero al minore sostanza stupefacente». L’imputato era assistito dall’avvocato Tommaso Navarra che commenta: «La cura del minore, tanto più in un contesto familiare di criticità, impone particolare attenzione con conseguente esposizione a responsabilità di posizione. Nel nostro caso vi era stata un’adeguata cura e, per il carattere limitato della preposizione, mancava una responsabilità diretta».(d.p.)
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