Spaccio, chieste condanne per 31 anni

A processo cinque persone arrestate nell’operazione “Fort Apache”. La sentenza è attesa per oggi
GIULIANOVA. Sono condanne per ben 31 anni di carcere complessivi quelle chieste dal pm Silvia Scamurra nell’ambito del processo con rito abbreviato che vede imputate cinque persone accusate di aver messo su un vasto giro di spaccio di eroina e cocaina lungo la costa teramana. Ieri mattina, nel corso dell’udienza davanti al gup Roberto Veneziano, il pm ha infatti chiesto una pena di otto anni e 50mila euro di multa per Antonella Di Febo, di sette anni e quattro mesi e 40mila euro di multa per Anacleto Di Rocco, di cinque anni e 24mila euro di multa ciascuno per Matteo e Fabiano Di Febo e di 6 anni e 30mila euro di multa per Dante Di Rocco. L’udienza, dopo le richieste del pm e le prime arringhe difensive è stata aggiornata ad oggi, quando arriverà anche la sentenza. L’inchiesta che ha visto finire a processo gli attuali imputati, denominata “Fort Apache”, era scattata nel 2017 e a novembre dello scorso anno aveva portato in carcere dieci persone tra rom e albanesi. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, condotte dai carabinieri del reparto operativo di Teramo e dai colleghi della compagnia di Giulianova, i cinque imputati, insieme ad altre persone che hanno definito la propria posizione separatamente, avrebbero messo su un vasto e fiorente giro di spaccio lungo la costa teramana, con baricentro nella città di Giulianova. Lo stupefacente, in particolare, sarebbe arrivato dai Balcani, per poi essere riversato a fiumi sul territorio della provincia di Teramo. Durante le indagini i carabinieri erano riusciti ad individuare anche il deposito utilizzato per nascondere la droga e avevano sequestrato, nel corso di una sola operazione, 7 chili di eroina e 1 chilo di cocaina, oltre a tutta la strumentazione necessaria per il confezionamento degli stupefacenti. Ingente, secondo gli inquirenti, la quantità di denaro che girava intorno al vasto giro di spaccio. Tanto che il sodalizio criminale, con i proventi dell’attività, avrebbe acquistato case e organizzato banchetti e cerimonie costosissime. Come quella per un battesimo, con centinaia di invitati ad un banchetto costato quarantamila euro. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Stefania D’Addario, Gianfranco Iadecola, Giuseppe Pantaleone e Filippo Menichetti. (a.m.)
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