Spaccio di droga nel bar a Sant’Egidio, tre giorni di chiusura

15 Novembre 2015

Su ordine del questore il “Las Vegas” potrà riaprire domani I titolari commentano su Facebook: «Pieno appoggio alle forze dell’ordine»

SANT’EGIDIO. Il questore di Teramo, Giovanni Febo, chiude il bar Las Vegas per tre giorni (fino a oggi) applicando l’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Venerdì scorso, il provvedimento è stato notificato al proprietario del locale pubblico di Sant’Egidio alla Vibrata dai carabinieri della locale stazione, gli stessi che lo scorso ottobre, chiesero all’autorità di pubblica sicurezza di emettere il provvedimento di chiusura.

Così, il venerdì di karaoke è stato fatto saltare prima ancora che iniziasse. La decisione del questore di Teramo scaturisce dal blitz dei militari nel bar, avvenuto lo scorso 24 ottobre, che sorpresero un albanese spacciare droga agli avventori. Facoltosi commercianti ed altri personaggi della Sant’Egidio “bene” si servivano dal pusher albanese che aveva con sé 15 confezioni di cocaina pari a circa 0,8 grammi ciascuna.

Lo spacciatore extracomunitario, clandestino, 30 anni (di cui si sono perse le tracce) non sapeva che fra gli avventori c’erano anche i carabinieri in borghese che sapevano delle sue attività illecite e del fatto che non fosse la prima volta che incontrava in cocainomani.

Il pusher venne bloccato e perquisito e, nonostante la flagranza, venne denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti e per violazione dell’ordine del questore di lasciare italiano. Il cellulare del 30enne albanese venne sequestrato: anche in caserma, continuava a ricevere sms di prenotazione degli stupefacenti da parte di clienti.

Dell’inchiesta si occupa il sostituto procuratore Irene Scordamaglia. I carabinieri diretti dal luogotenente Mario De Nicola stanno ascoltando alcuni clienti dell’albanese, rintracciati, spulciando anche i tabulati telefonici. Altri verranno individuati per cui, nei loro confronti, in qualità di assuntori di stupefacenti, potrebbero scattare provvedimenti anche relativi alle patenti di guida.

I titolari dell’esercizio commerciale si dicono estranei ai fatti e dalla pagina facebook danno «pieno appoggio alle forze dell'ordine affinché Sant’Egidio alla Vibrata ma anche altre città siano liberi di lavorare serenamente senza problemi causati da altre persone». L’albanese divideva l’appartamento con un connazionale anche lui clandestino e, quindi, è stato pure denunciato. Per questo motivo, anche il proprietario dell’immobile è stato denunciato per favoreggiamento della permanenza clandestina.

Alex De Palo

©RIPRODUZIONE RISERVATA