Spaccio, in cinque patteggiano otto anni

Cocaina e hascisc sulla costa e in alcuni centri dell’interno: altri quattro rinviati a giudizio
TERAMO. È con cinque patteggiamenti per complessivi otto anni e otto mesi e quattro rinvii a giudizio che ieri mattina il gup Roberto Veneziano ha messo il primo punto fermo sull'inchiesta per un vasto giro di spaccio di hascisc e cocaina tra Teramo e la costa teramana messa a nudo l’anno scorso.
L’inchiesta è del sostituto procuratore Greta Alosi e vedeva coinvolti italiani, rom, albanesi e un marocchino, fermati a più riprese dalla squadra mobile nel corso di varie operazioni avvenute nel corso del 2015 e nate nell’ambito di una capillare attività di vigilanza antidroga su tutto il territorio provinciale. A chiedere il rito alternativo sono stati Marku Altin, albanese, che ha patteggiato un anno e dieci mesi, Gino Violante, 53 anni, di Villa Celiera, che ha patteggiato sempre un anno e dieci mesi, Fiorello Di Rocco, 21 anni, di Giulianova, che ha patteggiato un anno e due mesi con pena sospesa, Vincenzo Ciarelli, 23 anni, di Teramo, che ha patteggiato due anni e sei mesi, Daniela Spinelli, 30 anni di Pescara, che ha patteggiato un anno e quattro mesi, pena sospesa. Ad essere rinviati a giudizio sono stati Fabio Graziani, Abelali Hafid, Sara Guarnieri e Hirjan Kiptiu. I quattro saranno processati con il rito ordinario.
Il collegio difensivo era formato dagli avvocati Paola Pedicone, Nello Di Sabatino e Tiziano Rossoli.
Secondo la ricostruzione della polizia e della procura i nove in più occasioni sarebbero stati sorpresi con della sostanza stupefacente che poi avrebbero spacciato sulla costa teramana, ma anche in alcune zone dell’interno.
Per mesi i poliziotti hanno seguito le loro mosse fino a ricostruire tutti i passaggi dello spaccio che avveniva in vari punti del territorio provinciale. Nel corso delle varie operazioni fatte dagli investigatori sono stati sequestrati vari quantitativi di droga, in particolare hascisc e cocaina. E non solo. Numerosi, infatti, sono stati i gli acquirenti che sono stati segnalati alla prefettura come consumatori.
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