Spaccio nella “casa rosa”: famiglia rom in carcere

Eseguite sei ordinanze di custodia cautelare e tre divieti di dimora nel Teramano L’accusa: la cessione di droga affidata alle donne, gli uomini facevano da vedette
TERAMO. Da anni l’immagine di quello stabile racconta lo spaccio di droga. Non solo in Val Vibrata visto che alla “casa rosa” di Alba arrivano acquirenti anche dalle vicine Marche e da Pescara. Nelle varie inchieste che nel tempo si sono susseguite alcune si erano chiuse con il sequestro e poi la richiesta di confisca dello stabile. Ma vizi procedurali hanno bloccato l’iter. «Questa volta», dice il questore Lucio Pennella, «cercheremo di far sì che ci sia un epilogo diverso».
Perchè è con sei arresti scattati all’alba di ieri mattina che la polizia ha messo a segno a segno un nuovo blitz nella casa rosa: in carcere una famiglia di etnia rom già conosciuta alle forze dell’ordine, che da anni risiede nello stabile. Gli agenti della sezione antidroga della squadra mobile, diretta da Roberta Cicchetti, per mesi hanno documentato attraverso decine di pedinamenti e altre attività di indagine, svariati episodi di spaccio di stupefacenti – soprattutto eroina e cocaina, ma anche hascisc – eseguiti direttamente o gestiti dalle persone arrestate. Per gli investigatori il clan di rom aveva un capillare controllo del territorio e per evitare di essere scoperto aveva organizzato un vero e proprio servizio di vedette per controllare. Secondo la versione fornita dalla polizia a consegnare le dosi erano soprattutto le donne mentre gli uomini, che solo in alcuni occasioni avrebbero ceduto la sostanza stupefacente, avrebbero svolto ruoli di copertura alla pratica dello spaccio. Da una parte assistendo alle cessioni fatte dalle donne ed evitando problemi con il pagamento e dall’altra svolgendo, all’esterno dell’abitazione, il ruolo di vedette. Un sistema, secondo la polizia, per consentire a chi è addetto alla cessione della droga di lavorare in tranquillità e di consentire l’accesso solo agli acquirenti. Le cessioni registrate dalla polizia andavano da mezzo grammo a due grammi e si svolgevano ininterrottamente per tutta la giornata in un flusso continuo di compratori che provenivano non solo dalla Val Vibrata ma anche dalle vicine Marche e da Pescara. Nel corso del blitz di ieri mattina i poliziotti hanno ritrovato 104 grammi di cocaina nascosti in un calzino.
Complessivamente sei le ordinanze di custodia cautelare eseguite e tre i divieti di dimora nel Teramano per altri tre componenti del nucleo familiare.
In carcere sono finiti: Clelia Spinelli, 60 anni, e il marito Carlo Levakovic, 65 anni; Alessandro Levakovic, 32 anni (nipote), Nadia Levakovic, 34 anni, (una delle figlie), Erika Bellotti, 33 anni, e Francesca Pietropaolo, 22 anni. Tutti sono difesi dall’avvocato Nello Di Sabatino. Le ordinanze di custodia sono state chieste dal pm Enrica Medori e firmate dal gip Roberto Veneziano. Venerdì i primi interrogatori di garanzia.
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