Sparò per sbaglio a figlio e nipote Il giudice dispone una perizia

4 Luglio 2018

MONTORIO. Sarà una perizia medico legale che dovrà accertare la pericolosità di quel colpo sparato per errore a dire l’ultima parola sul processo in corso ad un 75enne pensionato di Montorio accusato...

MONTORIO. Sarà una perizia medico legale che dovrà accertare la pericolosità di quel colpo sparato per errore a dire l’ultima parola sul processo in corso ad un 75enne pensionato di Montorio accusato di lesioni aggravate.
In una notte dell’estate 2014, sostiene l’accusa mossa dalla Procura, sparò a figlio e nipote scambiandoli per ladri entrati nella rimessa della sua abitazione. Ad avere la peggio fu il figlio 38enne colpito all'emitorace sinistro e a cui la rosa di pallini sfiorò l'aorta. Per il ragazzino ferite lievi ad un polso e ad un gluteo. La perizia è stata disposta dal giudice monocratico Flavio Conciatori al termine dell’istruttoria dibattimentale. L’anziano, assistito dall’avvocato Giuseppe Olivieri, nella scorsa udienza aveva dato una versione diversa da quella ricostruita dalla Procura sostenendo che quella sera stava provando il fucile a pallini da poco comprato (regolarmente detenuto) che non funzionava bene, con il colpo che partì accidentalmente. «Stavo provando il fucile che non andava bene perché si inceppava», aveva raccontato sottoponendosi all’esame, «ero in casa con la finestra aperta, ho sentito il cane abbaiare e sono sceso per vedere se ci fosse qualcuno. Mi sono portato il fucile perché c’era dentro la cartuccia e non volevo lasciarlo incustodito. Il cane mi è venuto incontro, sono caduto ed è partito un colpo». Rispondendo alle domande del pm il pensionato aveva precisato : «Non mi sono reso conto che fuori ci fosse qualcuno, l’ho capito solo quando ho sentito dei lamenti. Quando l’ho capito ho subito chiamato l’ambulanza e poi mi sono sentito male». Quella sera, infatti, anche l’anziano finì in ospedale per un malore. Perchè, qualunque sarà l’esito del processo, è chiaro che il pensiero di aver fatto, anche se involontariamente, del male a figlio e nipote non lo abbandonerà più.(d.p.)
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