Spara alla moglie e tenta di strangolarla

La donna scappa dopo aver raccolto il fucile inceppato e caduto. L’uomo di 70 anni in carcere, lei medicata in ospedale
GIULIANOVA. Un colpo di fucile, una donna in fuga, il nastro bianco e rosso dei carabinieri: le scene sono un drammatico deja-vù nell’Italia che non smette di contare le donne ammazzate, maltrattate, picchiate. Perché è impossibile non cominciare da qui per raccontare un’altra storia da brividi che solo per caso non ha scritto un ennesimo nome nel lungo elenco di vittime. Avviene tutto in pochi attimi in una villetta di via Prato, a Giulianova, dove Nicola Dell’Orso, 70enne ex operaio ora pensionato, spara un colpo di fucile in direzione della moglie 65enne Giovanna Di Bonaventura. Lei scappa, lui la raggiunge e la colpisce con la canna del fucile usato a mo’ di bastone, cerca di strangolarla e poi le cade addosso. La donna riesce a divincolarsi e si rifugia a casa dei vicini. Lui finisce in carcere per tentato omicidio, lei medicata in ospedale e dimessa. Ora sarà l’inchiesta aperta dal pm Enrica Medori a mettere nero su bianco dinamica e movente, mentre il fucile è stato sequestrato e nelle prossime ore sarà sottoposto a particolari esami.
la donna in fuga
con il fucile in mano
Le prime ricostruzioni si srotolano negli atti di un fascicolo giudiziario che applica il nuovo Codice rosso con le norme inasprite dopo l’omicidio della giovane Giulia Cecchettin. Raccontano che nella tarda mattinata nella villetta scoppia un diverbio tra marito e moglie con i vicini che sentono i due litigare. Per gli investigatori all’origine non meglio chiariti motivi di gelosia da parte dell’uomo. Poi, in un drammatico crescendo, l’uomo prende il fucile (che risulta legalmente detenuto) e spara verso la moglie un colpo che fortunatamente non colpisce la donna. Lei scappa fuori dall’abitazione, ma viene raggiunta dal marito che la picchia con la canna del fucile e cerca di strangolarla. I due cadono a terra e lei riesce nuovamente a fuggire portandosi dietro il fucile caduto a terra. Poi la richiesta di aiuto alla vicina, l’arrivo dei carabinieri, la strada che si riempie di macchine e gente. L’uomo viene portato in caserma in stato di fermo e sottoposto all’esame dello stub, l’esame usato per la rilevazione dei residui di sparo.
La Difesa: «È malato
Nessun motivo passionale»
Ad assistere il 70enne accusato di tentato omicidio è l’avvocato Angelo Palermo. «Una vicenda che è ancora da chiarire», dice il legale presente in caserma al momento del fermo dell’uomo, «ma da subito escludo che ci sia stato un movente passionale. Quello che è successo, purtroppo, riguarda il recente stato di salute mentale del mio assistito, che dopo il fatto è apparso in un profondo stato di prostazione e di shock per quello che è accaduto. Mi auguro che nei prossimi giorni tutta questa drammatica vicenda possa essere chiarita nell’interesse di tutti». Dell’Orso è incensurato e non ha nessuna denuncia per maltrattamenti. Il fucile, legalmente detenuto, apparteneva ad alcuni familiari dell’uomo. Un ricordo di famiglia, dunque, visto che, al contrario di quanto circolato nei primi momenti, il 70enne non è un cacciatore.
Una famiglia conosciuta
e benvoluta in città
Quella di Nicola Dell’Orso è una famiglia conosciuta e benvoluta in città. La coppia ha due figli: una vive a Giulianova e l’altro in Trentino. «Una famiglia di gente rispettosa, lui grande lavoratore e lei casalinga», raccontano alcuni conoscenti, «molto unita, molto riservata. Nessuno poteva aspettarsi una cosa di questo genere. In questi giorni di feste li abbiamo sempre visti insieme. Spesso uscivano per fare delle passeggiate. Una coppia unita. Nessuno dei conoscenti può spiegarsi quello che è successo». La 65enne, che nel pomeriggio è stata dimessa, già nelle prossime ore sarà ascoltata dai carabinieri: la sua testimonianza sarà essenziale per ricostruire nei dettagli movente e dinamica di una tragedia sfiorata.
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