Sparatoria e rapina a Colonnella l’arrestato patteggia cinque anni

Si tratta dell’albanese preso dai carabinieri a Brindisi dopo il conflitto a fuoco vicino alla sala slot L’uomo ha ammesso le sue responsabilità al giudice: era accusato anche di tentato omicidio
COLONNELLA. La sparatoria di Colonnella ha il suo epilogo giudiziario. Ieri mattina il 30enne albanese Rigent Xhixha, che lo scorso 30 gennaio dopo aver forzato un posto di blocco aveva ingaggiato un conflitto a fuoco con carabinieri vicino alla sala slot Admiral di Colonnella, ha patteggiato una pena a cinque anni di reclusione. Xhixha, assistito dall'avvocato Vincenzo Di Nanna (che ha assunto l'incarico il 3 luglio), doveva rispondere di tentato omicidio, rapina, ricettazione, violenza privata e della detenzione di una pistola clandestina. Xhixha, che nel conflitto a fuoco con i carabinieri era stato ferito a una gamba e che per fuggire aveva rapinato un connazionale del motorino e successivamente un italiano impossessandosi di una Mercedes, era stato arrestato cinque giorni dopo i fatti a Brindisi. Lo scorso 6 luglio l'uomo aveva inviato al giudice una memoria in cui oltre ad assumersi la piena responsabilità per i reati che gli venivano contestati aveva ammesso anche un'altra rapina per la quale erano ancora in corso indagini e accertamenti.
Il pm Davide Rosati, titolare del fascicolo, ha prestato il proprio consenso al patteggiamento a cinque anni partendo dal reato della rapina che prevede la pena edittale più alta. Ieri mattina il patteggiamento è stato accolto dal giudice Flavio Conciatori.
Il pm, a chiusura del fascicolo, per l’indagato aveva chiesto il giudizio immediato che era stato concesso dal tribunale. Successivamente da parte dell’imputato c’era stata la richiesta di abbreviato e poi del patteggiamento. L’uomo è accusato di tentato omicidio dei carabinieri e rapina. Rigent Xhixha, residente a San Benedetto del Tronto, il 30 gennaio scorso ingaggiò un conflitto a fuoco con i carabinieri vicino alla sala slot di Colonnella. Gli investigatori hanno ricostruito che nei minuti immediatamente successivi al conflitto a fuoco con i militari l’uomo, dopo aver esploso vari colpi di pistola contro la macchina dei carabinieri, aveva abbandonato la sua auto ed era fuggito a piedi. Nella fuga aveva bloccato un connazionale e dopo averlo minacciato con la pistola si era fatto consegnare il motorino e il telefono cellulare con cui aveva fatto una chiamata. Successivamente lo aveva riconsegnato ed era scappato con il motorino. Dopo qualche metro, sempre sotto la minaccia della pistola, aveva fermato un automobilista da cui si era fatto consegnare la Mercedes usata per scappare.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

