Spari in hotel, spunta il favoreggiamento
Alba Adriatica, la Procura contesta l’accusa ad uno dei quattro indagati per la violenta rissa
ALBA ADRIATICA. La contestazione di una nuova ipotesi di reato spunta nelle indagini in corso sulla sparatoria davanti all’hotel Atlante di Alba Adriatica, nel frattempo chiuso dal questore. E’ quella del favoreggiamento che la Procura contesta ad uno dei quattro indagati, un cittadino pugliese che nei prossimi giorni sarà interrogato assistito dall’avvocato Leonardo Arnese, il legale che assiste anche il 33enne albanese Arlin Cera, accusato di aver sparato durante la violenta rissa e arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Cera è accusato di aver esploso un colpo di pistola contro il 38enne Lillo Luciani, domiciliato a Martinsicuro ma originario di Bari, raggiunto mentre scappava e attualmente ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Atri. Cera, nel corso dell’udienza di convalida si è difeso sostenendo che ha sparato per difendersi.
L’uomo ha raccontato che quella sera Luciani aveva cominciato ad infastidire alcune bariste e degli avventori del bar dell’hotel Atlante e che per questo era stato mandato via. Ma poco dopo era tornato in compagnia di altri tre albanesi che, secondo la versione di Cera, si erano presentati armati di coltelli e mazza da baseball con cui l’avevano colpito. Secondo una prima ricostruzione dei militari tutto sarebbe iniziato quando l’italiano si è presentato nell’hotel e avrebbe iniziato ad infastidire alcuni avventori e alcune delle bariste. Invitato ad allontanarsi, dopo qualche tempo si sarebbe nuovamente presentato in compagnia di alcuni albanesi. A questo punto sarebbe spuntato un coltello con cui Cera sarebbe stato colpito più volte e successivamente preso a bastonate con una mazza da baseball. A spalleggiare l’italiano sarebbero stati altri albanesi che avrebbero colpito il connazionale all’interno del locale. Successivamente il colpo di pistola.(d.p.)
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