Sparisce la spiaggia a Roseto sud

2 Agosto 2015

La mareggiata porta via la sabbia del ripascimento, gli operatori: «Qui è finita»

ROSETO. È bastata appena una giornata di mare grosso, neppure troppo, per far tornare l’incubo dell’erosione nel tratto sud della costa rosetana. Questa volta è accaduto l’ultimo giorno di luglio, facendo ripiombare nella disperazione gli operatori turistici della zona, i quali ora devono correre ai ripari se vogliono lavorare nel mese di agosto. Si tratta di una decina di imprenditori, tutti concessionari di un piccolo tratto di arenile abbinato al proprio albergo, i quali vivono costantemente con la paura di vedersi spazzare via la spiaggia dalle onde del mare. «Il problema è sempre lo stesso», dice tra un misto di rabbia e rassegnazione Primo Sbrolla, gestore della concessione abbinata all’hotel Tartaruga, «questo fenomeno si verifica praticamente ogni estate, ed è certo che da quel momento per noi la stagione è compromessa. Ormai siamo proprio scoraggiati e senza futuro: Roseto sud è morta».

«Il fenomeno», interviene un altro balneatore della zona, «si ripete più volte durante l’anno, tanto che non riusciamo a spiegarci il motivo per cui gli enti preposti non adottino misure drastiche e definitive». E dire che proprio qualche mese fa è partita l’operazione di rinforzo delle scogliere a mare, attraverso un cospicuo finanziamento regionale, che avrebbero dovuto rappresentare la soluzione definitiva al problema, soprattutto per il tratto di costa a sud del pontile, cioè quello più a rischio di erosione. «È inutile che sotto elezioni tutti promettono», sbotta il balneatore, «e poi magari ci danno un contentino, pure fatto male come i lavori appena realizzati che non servono a niente».

Così, per poter lavorare, prima dell’inizio di ogni stagione balneare per gli operatori turistici di Roseto sud si ripete puntualmente il rito del ripascimento, cioè dell’acquisto a proprie spese di sabbia che viene sparsa sulla spiaggia ma che poi viene sistematicamente mangiata dal mare. «Noi partiamo già con i conti in rosso», prosegue l’operatore, «ma la cosa più drammatica è che l’arenile posticcio che creiamo a maggio spesso non dura neppure fino ad agosto, come si sta già verificando in questi giorni, il che rende il nostro lavoro assai precario».

Federico Centola

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