Sparita la cocaina sequestrata L’ex brigadiere va a processo

La Procura lo accusa di peculato per essersi impossessato della droga custodita in caserma L’uomo ha sempre respinto ogni addebito, a gennaio la prima udienza con il rito abbreviato
GIULIANOVA. L’ex brigadiere dei carabinieri accusato dalla Procura di essersi appropriato di diversi quantitativi di cocaina sequestrati e custoditi in caserma va a processo con il rito abbreviato.
L’ipotesi di reato che gli viene contestata è quella del peculato. Accusa sempre respinta da Roberto Vincenzetti, all’epoca dei fatti in servizio alla caserma dell’Arma di Giulianova. Ieri mattina i difensori dell'uomo, gli avvocati Gianni Falconi e Giuseppina Di Massimo, nel corso dell'udienza preliminare davanti al gup Roberto Veneziano, hanno depositato la richiesta di abbreviato e il gup ha fissato la nuova udienza a gennaio.
I fatti contestati all'ex militare risalgono ad un periodo compreso tra l'aprile del 2016 e maggio 2017. Secondo l’accusa ipotizzata dal pm Stefano Giovagnoni nella richiesta di rinvio a giudizio l’ex militare in quattro occasioni si sarebbe appropriato della sostanza stupefacente custodita in caserma dopo essere stata sequestrata in svariate operazioni antidroga. Scrive il pm: «Con più azioni esecutive, quale pubblico ufficiale con la qualifica di brigadiere capo in servizio al nucleo operativo radiomobile della compagnia carabinieri di Giulianova, avendo per ragioni d’ufficio la disponibilità del corpo di reato consistito in un quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina pari a 22,250 grammi custodito in un armadio metallico chiuso a chiave collocato all’interno della stanza d’ufficio del comandante del predetto nucleo operativo dei carabinieri se ne appropriava collocando nella busta ove era custodita la cocaina altra sostanza stupefacente di colore bianco». Uno degli altri episodi che il pm contesta al militare è quello che sarebbe avvenuto nell’aprile del 2016. Scrive a questo proposito il pubblico ministero sempre nella richiesta di rinvio a giudizio: «Avendo per ragioni d’ufficio la disponibilità del corpo di reato consistito in un quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina, si appropriava del contenuto del reperto B contenente 49 grammi di cocaina, reperto D contenente 2 grammi di cocaina, nonchè campioni in provette contenente un grammo di cocaina».
Gli altri due episodi contestati all’ex brigadiere si sarebbero verificati sempre nel 2016: in un caso ancora ad aprile, in un altro in epoca imprecisata.
Nel corso delle indagini il militare ha sempre respinto ogni addebito. Ora le accuse della Procura dovranno essere provate nel corso del processo con il rito abbreviato che si svolgerà a gennaio.
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