Spartineve ai privati, sindaco condannato

Valle Castellana, per la Corte dei Conti deve pagare 5mila euro. Esposito: «Scongiurato l’isolamento»
VALLE CASTELLANA. Una lama spartineve che il Comune acquista da un altro ente ma che viene usata da una ditta privata durante l’emergenza neve: la Corte dei Conti condanna il sindaco di Valle Castellana Vincenzo Esposito al pagamento di 5mila euro di danni patrimoniali per «non aver vigilato nè custodito in maniera idonea le attrezzature in dotazione all’ente locale».
Il primo cittadino annuncia ricorso contro il provvedimento e dice: «Ho sempre amministrato con onestà ed impegno il mio Comune. L’oggetto di contesa della sentenza è attualmente nella rimessa comunale e quindi nella piena disponibilità dell’amministrazione. Ho semplicemente concesso in comodato una pala-vomere ad una ditta che svolgeva per il Comune il servizio di sgombero neve e che ne era rimasta sprovvisto per rotture. Ho consentito che venissero aperte le strade di varie frazioni senza creare disagi ai cittadini». Il fatto inizia nel 2013 quando alla procura arriva un esposto per segnalare che quella pala non è più nei magazzini dell’ente ma nell’autorimessa di un privato. Sulla base di questo l’autorità giudiziaria delega le indagini al corpo forestale di Rocca Santa Maria. «Esposito ha affermato», si legge a pagina 4 della sentenza, «che la lama spartineve/vomero era stata prestata per emergenza neve alla ditta fornitrice al Comune del servizio di decespugliamento di scarpate e strade comunali circa due anni addietro non sapendo riferire se tale attrezzo fosse rientrato nella disponibilità dell’ente dopo l’inverno 2012/2013, quando alla ditta fornitrice ne era stato consentito l’uso per l’inutilizzabilità del proprio a seguito di guasto». La Corte dei Conti individua nel sindaco la figura «responsabile della conservazione del mezzo meccanico e di altri accessori di proprietà del Comune per essere l’ente privo della figura responsabile del parco mezzi». Scrivono i giudici a pagina 11: «Il danno sofferto dal Comune di Valle Castellana è diretta conseguenza della trascuratezza con la quale beni comunali (nel caso il vomere spartinevee le catene da neve) sono stati gestiti e (non) conservati».
Replica Esposito: «Se mai dovessi risarcire un danno arrecato al Comune significherebbe donare la somma al Comune stesso. Lo farei senza indugi se fossi colpevole e, soprattutto, se ne avessi la disponibilità. Le nostre non sono certo indennità!».(d.p.)
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