Sparò alla moglie, sì alla perizia psichiatrica

La Procura accoglie la richiesta della difesa per l’anziano di Giulianova accusato di tentato omicidio
TERAMO. Ci sarà una perizia psichiatrica per stabilire se il 70enne di Giulianova Nicola Dell’Orso, da gennaio in carcere con l’accusa di aver sparato alla moglie che riuscì a scappare, fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti e sia processualmente capace: la Procura, che nel frattempo ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini, ha accolto la richiesta fatta dal legale dell’uomo, l’avvocato Luca Di Edoardo. Dell’Orso, operaio in pensione incensurato, è accusato di tentato omicidio e lesioni aggravate nei confronti della 64enne moglie Giovanna Di Bonaventura. Agli atti dell’inchiesta (fascicolo del pm Enrica Medori) ci sono gli accertamenti tecnici: l’esame dello stub per rilevare la presenza di polvere da sparo sulle mani dell’uomo e quello sui pallini del fucile da caccia trovati nel muro di casa. Un fucile da caccia legalmente detenuto. Nei verbali dell’inchiesta anche la testimonianza della moglie e quelle dei vicini di casa.
Nella tarda mattinata di martedì 2 gennaio scorso nella villetta dei Dell’Orso in via Prato, a Giulianova, è improvvisamente scoppiato un diverbio tra marito e moglie con i vicini che hanno sentito i due litigare. Poi, in un drammatico crescendo, l’anziano ha preso il fucile e ha sparato verso la moglie un colpo che fortunatamente non ha colpito la donna. L’arma si è inceppata, lei è scappata fuori dall’abitazione, ma è stata raggiunta dal marito che prima l’ha picchiata con la canna del fucile e poi ha cercato di strangolarla. I due nella colluttazione sono caduti e lei è riuscita nuovamente a fuggire portandosi dietro il fucile, nel frattempo finito a terra. Poi la fuga della donna a casa della vicina, che ha raccontato di aver sentito prima litigare e poi lo sparo. È stata lei a chiamare i carabinieri. «Quando ho sentito lo sparo sono uscita di casa», ha raccontato nell’immediatezza dei fatti, «e ho visto Giovanna correre e urlare in strada. Era terrorizzata e chiedeva aiuto. Ho subito aperto il cancello e l’ho fatta entrare. Mi ha detto che il marito aveva tentato di ucciderla prima con un colpo di fucile e poi cercando di strozzarla».(d.p.)

