Spazio di preghiera per la scuola «La religione non va imposta»

28 Novembre 2022

La Cgil Flc insorge contro il nuovo servizio, al via nell’area del Di Poppa, concordato con la Diocesi «Rappresenta un arretramento pedagogico che alimenta le distanze, provvedimento da rivedere»

TERAMO . L’apertura di una cappellania, servizio dedicato alla preghiera e alla spiritualità, nell’area dell’istituto agrario Di Poppa diventa un caso. A sollevarlo è la Cgil Flc che muove una serie di contestazioni all’iniziativa concordata da dirigenza scolastica e Diocesi che prenderà il via oggi. Il sindacato, di cui è segretario Sergio Sorella, pone questioni sia di metodo che di merito. «Siamo convinti che la scuola pubblica debba lavorare per garantire qualità, per il successo formativo di ciascuno», e evidenzia la Cgil Flc, «questo lo si fa in un contesto laico e plurale dove le diverse voci hanno pari dignità affinché nessuno debba essere discriminato».
Il sindacato chiama in causa il rispetto dei principi costituzionali. «Nel nostro sistema scolastico la materia della religione cattolica si sceglie, non è data per scontata, né imposta: i luoghi di culto sono destinati alla pratica religiosa, non la scuola», spiega il sindacato. «è questo il miglior modo per garantire l’eguaglianza dei cittadini e dunque anche degli studenti. Istituzionalizzare un luogo di culto dentro un edificio scolastico che ha altre funzioni, e cioè quelle di fare scuola, rappresenta un arretramento pedagogico e un modo che alimenta le distanze, piuttosto che ridurle, e svia la funzione educativa e pluralista tipica della nostra scuola. Riteniamo indispensabile che la scuola conservi i tratti della laicità e del confronto senza steccati o barriere». Per questo la Cgil Flc sollecita la dirigente Caterina Provvisiero di rivedere la decisione. «Ci impegneremo in tutti i modi affinché non si affermi un’idea confessionale del nostro sistema formativo», afferma, «e chiediamo agli organi di gestione della scuola di intervenire».
La contrarietà del sindacato all’iniziativa affonda le sue radici anche in altre motivazioni. «Le attività nella scuola vengono decise nel Piano dell’offerta formativa, deliberato dal collegio dei docenti e adottato dal consiglio d’istituto, non dall’ufficio diocesano per la pastorale», evidenzia la Cgil Flc, «non c’è traccia di alcuna discussione in merito a tale questione negli organi collegiali di questa scuola. È mancato qualsiasi coinvolgimento degli studenti per verificare, eventualmente, quali fossero i temi di riflessione a loro più cari».
Il sindacato evidenzia ancora che «non è stato previsto alcun incarico al personale ausiliario, considerato che si tratta di uno spazio interno, né sono state stabilite regole per il suo utilizzo. Inoltre, è stato previsto un calendario d’incontri, a partire dal gennaio, su temi e con relatori decisi unilateralmente, senza alcuna interlocuzione interna con i docenti per stabilire, nell’ambito di un progetto d’istituto, quali fossero le attività aggiuntive per migliorare l’offerta formativa».
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